Le imprese di Lombardia, Piemonte e Liguria continuano a sostenere un carico fiscale nettamente superiore rispetto alle grandi multinazionali del web. E’ quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che mette a confronto il tax rate delle aziende italiane con quello delle prime 25 big tech mondiali.
Secondo lo studio, mentre i colossi digitali registrano un’aliquota fiscale media del 14,8%, le imprese italiane si attestano in media al 31,9%, pagando quindi più del doppio in rapporto agli utili ante imposte.
Lombardia: il maggior gettito fiscale del Paese
La Lombardia si conferma il principale motore economico italiano anche sul fronte del gettito tributario. Le imprese lombarde hanno dichiarato una base imponibile di quasi 100 miliardi di euro (99,96 miliardi) e versato 31,6 miliardi di imposte dirette, con un tax rate del 31,6%. Si tratta di un’incidenza fiscale superiore di 16,8 punti percentuali rispetto a quella delle principali multinazionali digitali. Pur registrando un differenziale leggermente inferiore alla media nazionale, il dato evidenzia come anche nel principale sistema produttivo italiano il peso delle imposte rimanga decisamente più elevato rispetto a quello sostenuto dai giganti del web.
Piemonte in linea con la media nazionale
In Piemonte il tax rate raggiunge il 31,9%, perfettamente in linea con la media italiana. Le imprese regionali hanno prodotto una base imponibile di 23,8 miliardi di euro, versando oltre 7,5 miliardi di imposte dirette. Il divario con le Big Tech è di 17,1 punti percentuali, lo stesso registrato a livello nazionale. Il dato fotografa una realtà nella quale il sistema produttivo piemontese, caratterizzato da una forte presenza manifatturiera e di piccole e medie imprese, continua a sopportare un livello di imposizione fiscale molto più elevato rispetto alle grandi piattaforme digitali internazionali.
Liguria tra le regioni con il divario più elevato
E’ la Liguria a distinguersi negativamente nel confronto regionale. Con un tax rate del 32,9%, le imprese liguri registrano uno dei maggiori differenziali d’Italia rispetto alle Big Tech: 18,1 punti percentuali, valore secondo soltanto al Lazio e condiviso con il Friuli Venezia Giulia. Le aziende liguri hanno dichiarato una base imponibile di 5,7 miliardi di euro, pagando quasi 1,9 miliardi di imposte dirette. Il dato conferma come il peso fiscale sia particolarmente gravoso anche in una regione caratterizzata da un tessuto economico composto prevalentemente da piccole e medie imprese.
Il nodo dell’elusione fiscale internazionale
Secondo la CGIA, il forte divario nasce soprattutto dalla possibilità per molte multinazionali di spostare gli utili verso Paesi con una fiscalità più favorevole, riducendo così il carico tributario nei mercati dove operano. Un meccanismo che continua ad alimentare un’importante disparità competitiva rispetto alle imprese italiane, che non dispongono delle stesse opportunità di pianificazione fiscale internazionale.
Lo studio ricorda inoltre come il progetto della Global Minimum Tax abbia subito un rallentamento dopo le decisioni assunte in sede internazionale, mentre anche l’eventuale introduzione di una Digital Service Tax europea continua a incontrare forti resistenze sul piano politico.
Un tema di competitività
Per Lombardia, Piemonte e Liguria i numeri raccontano una situazione comune dunque: imprese che continuano a rappresentare una parte fondamentale del sistema economico nazionale, ma che operano con un carico fiscale significativamente superiore rispetto ai principali concorrenti globali del settore digitale.
Una disparità, questa, che, secondo la CGIA, rischia di incidere sulla competitività delle aziende italiane e di alimentare un sistema nel quale le piccole e medie imprese finiscono, quindi, per sostenere una quota di tassazione ben più elevata rispetto ai grandi gruppi multinazionali.