Teatro

Tra mare e palcoscenico: il festival di Borgio Verezzi compie 60 anni

23 serate con prime nazionali, classici e innovazione.

Tra mare e palcoscenico: il festival  di Borgio Verezzi compie 60 anni

Sessant’anni di storie, emozioni e incontri. Sessant’anni in cui il teatro ha trasformato un piccolo borgo ligure affacciato sul mare in uno dei luoghi più suggestivi della scena nazionale.

Fino al 13 agosto il Festival Teatrale di Borgio Verezzi celebra il suo importante anniversario con un’edizione speciale, pensata come un viaggio nel tempo tra memoria, immaginazione e futuro: 23 le serate in programma, con spettacoli che abiteranno non soltanto la storica piazza Sant’Agostino di Verezzi, da sempre cuore della manifestazione, ma anche nuovi luoghi simbolici del territorio: il Torrione medievale che domina Borgio, la prospettiva settecentesca di piazza San Pietro, il teatro Gassman e persino le celebri Grotte di Valdemino. Proprio nelle grotte andrà in scena uno degli omaggi più suggestivi alle radici del Festival: un’installazione sonora ideata da Paky Di Maio farà risuonare le voci autentiche di grandi interpreti del passato, da Sarah Bernhardt a Ruggero Ruggeri, da Tommaso Salvini a Ettore Petrolini. «Sessant’anni di Festival raccontano una lunga storia di creatività e amore. Una storia di tutti noi, un patrimonio comune che va vissuto e sempre più valorizzato», sottolinea il sindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino. Un’eredità costruita nel tempo: 380 spettacoli, 1.200 serate, oltre 2.500 presenze artistiche e circa 420mila spettatori. Il direttore artistico Maximilian Nisi ha scelto tre parole chiave per raccontare questa edizione: tempo, magia e incanto. «Il teatro è da sempre un luogo d’incanto – spiega – uno spazio in cui il tempo smette di scorrere in modo lineare e si dilata, oscillando tra presente e infinito. Sul palcoscenico convivono passato, presente e futuro: ciò che è stato ritorna, ciò che è diventa eterno per la durata della scena». Un concetto che attraversa l’intero cartellone, dove grandi classici e drammaturgie contemporanee dialogano continuamente tra loro. Tra gli appuntamenti più attesi «Ci vediamo all’alba» di Zinnie Harris, diretto da Davide Livermore al teatro Gassman, con Anna Della Rosa e Linda Gennari: una storia sospesa tra amore, perdita e memoria ispirata al mito di Orfeo ed Euridice.

Il Festival guarda anche alle nuove generazioni con «Huis Clos – L’inferno sono gli altri» di Jean-Paul Sartre, diretto dallo stesso Maximilian Nisi e interpretato dai giovani della Compagnia del Barone Rampante. Un progetto che coinvolge anche gli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e quelli dell’istituto Giovanni Falcone di Loano, chiamati a realizzare le locandine dei tredici spettacoli in cartellone. Non mancheranno la leggerezza e il gioco della commedia: «Uno scherzo del genere» di Jade-Rose Parker, diretto dal regista spagnolo Gabriel Olivares con Emanuela Grimalda e Gianluca Ramazzotti, e «Scaramuccia», spettacolo dedicato alla Commedia dell’Arte e alle sue maschere, ideato e diretto da Marco Zoppello. L’incanto troverà poi la sua immagine più popolare nel viaggio dentro «Le avventure di Pinocchio raccontate da lui medesimo», ospitato il 9 agosto al Torrione medievale e interpretato da Flavio Albanese. Da segnalare anche, tra le prime nazionali, «Orlando, la commedia» di Giuseppe Dipasquale, liberamente ispirato al romanzo di Virginia Woolf il 25 e 26 luglio (in foto). A chiudere la rassegna saranno due omaggi alla tradizione italiana: «La cameriera brillante» di Carlo Goldoni, diretta da Ferdinando Ceriani, e «Rosso Veneziano. Goldoni vs Vivaldi», spettacolo scritto e diretto da Mauro Canova con la voce recitante di Maximilian Nisi e le musiche dell’Ensemble MusAntica.