Il riciclo meccanico delle materie plastiche continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia circolare italiana e il Nordovest si conferma il motore del settore.
Secondo il Report Assorimap 2025, l’industria nazionale del riciclo meccanico conta 76 aziende e 88 impianti, con una forte concentrazione proprio nell’area nord-occidentale del Paese, dove si trova circa il 35% degli impianti censiti. In questo contesto, Lombardia, Piemonte e Liguria svolgono un ruolo strategico sia sul piano industriale sia su quello logistico.
La Lombardia traina il sistema nazionale
La regione leader è senza dubbio la Lombardia, che rappresenta il cuore della filiera italiana del riciclo delle plastiche. Il report evidenzia come nel Nordovest siano presenti 31 impianti, con la Lombardia nettamente predominante grazie alla sua storica vocazione manifatturiera e alla presenza di grandi operatori specializzati. Un esempio emblematico è Montello spa, in provincia di Bergamo, uno dei maggiori impianti europei per il trattamento e il riciclo degli imballaggi plastici post-consumo. L’azienda tratta circa 350mila tonnellate l’anno di rifiuti plastici, trasformandoli in scaglie e granuli destinati all’industria della trasformazione. La forza della Lombardia deriva dalla presenza integrata di raccolta, selezione, riciclo e trasformazione industriale, che consente di chiudere il ciclo della materia all’interno dello stesso territorio regionale. Non a caso, molti dei principali flussi di Pet, Hdpe e polipropilene riciclati transitano attraverso il sistema lombardo.
Piemonte, hub manifatturiero e tecnologico
Accanto alla Lombardia, il Piemonte rappresenta il secondo grande polo del Nord Ovest. La regione beneficia di una forte tradizione industriale nei settori automotive, packaging, edilizia e componentistica, tutti comparti che utilizzano quantità crescenti di materie plastiche riciclate. Il report sottolinea come le applicazioni del riciclato siano sempre più diversificate: dagli imballaggi rigidi ai tubi per edilizia e infrastrutture, fino ai componenti per l’industria automobilistica. In Piemonte questa domanda industriale crea un ecosistema favorevole allo sviluppo del riciclo meccanico. La presenza di grandi distretti produttivi tra Torino, Novara e Alessandria favorisce inoltre la raccolta di scarti e rifiuti plastici provenienti sia dal circuito urbano sia dalle attività industriali e commerciali. Il risultato è una filiera sempre più orientata alla valorizzazione locale delle materie prime seconde.
Liguria, il ruolo strategico dei porti
La Liguria, pur avendo una dimensione industriale inferiore rispetto a Lombardia e Piemonte, riveste un’importanza decisiva dal punto di vista logistico. I porti di Genova e La Spezia rappresentano infatti nodi fondamentali per gli scambi di materiali riciclati e rifiuti selezionati. Il report evidenzia come circa il 17% delle materie prime per il riciclo meccanico provenga dall’estero, principalmente da altri Paesi europei. Una parte significativa di questi flussi entra in Italia proprio attraverso i porti liguri, alimentando gli impianti del Nord Ovest e del Nord Est. La Liguria svolge quindi la funzione di porta d’accesso internazionale della filiera circolare italiana, facilitando l’approvvigionamento di materiali di qualità elevata richiesti dalle industrie del riciclo.
Un comparto da 850 mila tonnellate
Nel 2025 i riciclatori meccanici italiani hanno prodotto circa 850 mila tonnellate di plastiche riciclate post-consumo, in crescita del 2% rispetto al 2024. Considerando anche macinatori e trasformatori integrati, la produzione nazionale supera stabilmente 1,3 milioni di tonnellate. Gli sbocchi principali restano gli imballaggi, che assorbono il 46% dei volumi, seguiti da tubi per edilizia e agricoltura (12%) e da altre applicazioni nel settore delle costruzioni (11%).
Le sfide: energia e concorrenza estera
Nonostante la crescita dei volumi, il settore continua però a operare in un equilibrio fragile. Il report segnala la pressione esercitata dai polimeri vergini a basso costo e dai materiali importati, oltre ai costi energetici italiani ancora superiori alla media europea. Per Piemonte, Lombardia e Liguria la sfida dei prossimi anni sarà quindi duplice: rafforzare la competitività industriale e cogliere le opportunità offerte dal nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), che spingerà progressivamente verso un maggiore utilizzo di contenuto riciclato entro il 2030.
Il triangolo del riciclo italiano
Il quadro che emerge dal Report Assorimap è chiaro: Lombardia, Piemonte e Liguria formano il principale triangolo del riciclo meccanico italiano. La Lombardia concentra gli impianti e le capacità produttive, il Piemonte alimenta la domanda industriale e l’innovazione applicativa, mentre la Liguria garantisce i collegamenti logistici con l’Europa e il Mediterraneo. Insieme, queste tre regioni rappresentano il nucleo più avanzato della filiera nazionale delle materie plastiche riciclate e un laboratorio decisivo per la transizione dell’Italia verso un’economia sempre più circolare.