La salute dei laghi lombardi torna al centro dell’attenzione con la 21ª edizione di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata alla tutela dei bacini lacustri italiani. I risultati dei monitoraggi effettuati nei laghi d’Iseo, Garda, Lario, Ceresio e Maggiore restituiscono un quadro complesso e diviso a metà: dei 30 punti analizzati, infatti, 15 sono risultati oltre i limiti previsti dalla normativa sulle acque di balneazione, con 11 campioni classificati come «fortemente inquinati» e 4 come «inquinati». L’altra metà dei punti monitorati, invece, ha dato esito positivo, con 15 campioni risultati entro i limiti di legge. I dati sono stati presentati a Lecco, all’Officina Badoni, durante una conferenza stampa che ha riunito rappresentanti di Legambiente, amministratori locali, gestori del servizio idrico e realtà impegnate nella salvaguardia dei territori lacustri. Il monitoraggio, condotto dai tecnici e dai volontari di Legambiente Lombardia tra il 16 e il 26 giugno, ha avuto l’obiettivo di individuare le principali criticità legate alla qualità delle acque e di richiamare l’attenzione sulla necessità di una gestione sempre più efficace del ciclo idrico.
A emergere con forza è un dato significativo: dove esistono sistemi di depurazione adeguati e una corretta gestione degli scarichi, i risultati possono essere positivi. Lo dimostrano soprattutto i 15 punti risultati conformi, molti dei quali corrispondenti a foci di fiumi e torrenti. Come sottolineato da Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi, «avere corsi d’acqua e scarichi puliti e opportunamente trattati che non destano problemi è possibile». Allo stesso tempo, però, restano numerose situazioni problematiche, spesso già note da anni, che richiedono interventi strutturali. Tra i risultati più incoraggianti spicca quello del Lago d’Iseo, dove tutti i punti controllati sono risultati entro i limiti di legge. Un miglioramento importante rispetto agli anni precedenti, quando diversi siti avevano evidenziato livelli di contaminazione elevati. Le analisi hanno interessato la foce del torrente Calchere a Sulzano, gli scarichi nel canale industriale di Pisogne, la foce del fiume Oglio a Costa Volpino e la foce del torrente Borlezza a Castro. Un segnale positivo che dimostra come gli interventi di gestione e controllo possano produrre risultati concreti. Restano tuttavia le preoccupazioni legate alla crisi climatica: il lago, infatti, continua a risentire della riduzione delle risorse idriche, del calo dei livelli e delle pressioni esercitate dalle attività agricole, produttive e urbane.
Situazione opposta sul Lago di Garda, almeno per quanto riguarda la sponda lombarda. Tutti e sei i punti monitorati in provincia di Brescia sono risultati oltre i limiti di legge. Un campione è stato classificato come «inquinato», mentre cinque sono stati giudicati «fortemente inquinati». Le criticità riguardano soprattutto le foci di torrenti e canali, considerate tra le principali vie di ingresso dei contaminanti microbiologici. Tra i punti più problematici figurano la foce del torrente nel porto di Padenghe sul Garda, la foce del Rio Lefà a Toscolano Maderno, gli sbocchi dei corsi d’acqua monitorati a Desenzano del Garda e la zona di Santa Maria di Lugana, a Sirmione.
Anche il Lago Lario presenta un quadro articolato. Dei nove punti analizzati, cinque sono risultati entro i limiti, uno è stato classificato come «inquinato» e tre come «fortemente inquinati». In provincia di Como è risultata critica la foce del torrente Cosia, mentre hanno restituito dati positivi il torrente Breggia a Cernobbio e il torrente Albano a Dongo. Sul versante lecchese sono risultati conformi la foce dell’Adda a Colico, il Meria a Mandello del Lario e il Rio Varrone a Dervio. Restano invece sotto osservazione il torrente Valle dei Mulini a Bellano, il Caldone a Lecco e il Gallavesa a Vercurago. Secondo Legambiente, rispetto agli anni passati si intravedono comunque segnali di miglioramento, con alcuni punti storicamente critici tornati entro i parametri.
Il dato più positivo arriva dal Lago Ceresio, dove tutti e quattro i punti controllati sono risultati entro i limiti di legge. I campionamenti effettuati alle foci del Telo di Osteno, del fiume Rezzo, del torrente Vallone a Porto Ceresio e del rio Bolletta confermano un quadro di buona qualità delle acque. Un risultato particolarmente significativo considerando che alcuni di questi punti avevano registrato problemi negli anni passati.
Diversa la situazione del Lago Maggiore, dove soltanto uno dei sei punti monitorati sulla sponda lombarda è risultato conforme. Il canale di scarico presso la spiaggetta di Lisanza, a Sesto Calende, è stato l’unico sito entro i limiti. Due punti sono stati classificati come “inquinati”, alla foce del torrente Tresa e del torrente Bardello, mentre tre sono risultati “fortemente inquinati”: lo scarico di terrazza Piazza Garibaldi a Luino, la foce del torrente Boesio a Laveno Mombello e il punto presso il torrente Acqua Negra a Ispra. Si tratta di criticità già emerse negli anni precedenti e che continuano a richiedere attenzione.
Accanto al tema dell’inquinamento, Legambiente richiama l’attenzione anche sugli effetti dei cambiamenti climatici. Il report nazionale “Laghi sotto pressione” evidenzia infatti come alcuni bacini lombardi siano particolarmente vulnerabili alla siccità, all’aumento delle temperature e alle trasformazioni degli ecosistemi. Il Lago Maggiore, il Lario e il Lago d’Iseo stanno affrontando una significativa riduzione dei livelli idrici: al 5 luglio il riempimento risultava rispettivamente al 40%, al 41% e al 35%. Una situazione che mette sotto pressione non solo gli ambienti naturali, ma anche le attività economiche e sociali legate ai laghi. «Anche quest’anno le criticità rappresentano la metà dei campionamenti effettuati – ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione e sviluppare un ciclo integrato delle acque adeguato alla transizione ecologica di cui questi territori hanno bisogno».
I risultati
Laghi lombardi scatta l’allarme inquinamento
Metà dei punti monitorati da Legambiente in Lombardia oltre i limiti di legge.