Prosegue la fase di crescita per l’edilizia lombarda, che anche nel 2025 conferma un percorso espansivo ormai giunto al quinto anno consecutivo, pur con segnali sempre più evidenti di rallentamento e di maggiore complessità del contesto economico. Secondo i dati dell’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia, infatti, il 2025 si è chiuso con un aumento del volume d’affari pari al +3,7%, un risultato ancora positivo ma inferiore rispetto al +4,1% del 2024 e al più robusto +8% del 2023, evidenziando una progressiva decelerazione del ciclo espansivo.
L’espansione del volume d’affari si è accompagnata a una dinamica occupazionale ancora favorevole: la base degli addetti è infatti cresciuta del +1,5%, secondo i dati Infocamere-Inps, confermando la capacità del settore di continuare a generare lavoro anche in una fase di rallentamento della crescita. Tuttavia, proprio la maggiore incertezza sulle prospettive future della domanda ha inciso in modo significativo sulle decisioni delle imprese, portando a una riduzione della propensione agli investimenti. La quota di aziende che ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel 2025 è infatti scesa al 26%, rispetto al 33% dell’anno precedente, segnalando un atteggiamento più prudente e attendista da parte degli operatori. Il quadro congiunturale si è ulteriormente complicato con l’avvio del 2026, segnato da un cambiamento radicale dello scenario internazionale. Lo shock energetico determinato dal conflitto iraniano e dalla conseguente chiusura del canale di Hormuz ha provocato un’accelerazione dei costi delle materie prime, con effetti diretti anche sui prezzi alla produzione, tornati su ritmi simili a quelli osservati nel 2023. Questo nuovo incremento dei costi ha ulteriormente compresso i margini delle imprese, rendendo più difficile la pianificazione economica dei progetti e aumentando l’incertezza complessiva del settore.
Nonostante questo contesto, nel primo trimestre del 2026 il volume d’affari ha mostrato un consolidamento della crescita, con un aumento del +7% su base annua, anche se in parte sostenuto dall’effetto dei prezzi più elevati. Si conferma però un andamento fortemente differenziato tra i diversi segmenti del mercato: la quota di imprese che ha registrato un incremento del fatturato si attesta al 53% del campione, ma sale fino al 68% tra le imprese attive nel mercato pubblico, mentre scende sotto il 50% sia nel comparto residenziale sia in quello delle ristrutturazioni. Questo dato evidenzia come la domanda pubblica stia rappresentando il principale motore del settore, a fronte di una maggiore debolezza del mercato privato. Le aspettative degli imprenditori per il breve periodo restano improntate alla cautela e all’incertezza. In particolare, si registra un peggioramento generalizzato delle previsioni sulla domanda di nuovi lavori, con saldi tra aspettative di crescita e diminuzione che risultano negativi in tutti i segmenti di mercato, incluso quello pubblico, che risente della progressiva avvicinamento alla conclusione del piano infrastrutturale legato al Pnrr.
L’attenzione degli operatori si sposta quindi sempre più sulla capacità del settore di mantenere livelli di attività adeguati una volta esaurite le misure straordinarie di sostegno. Il cambiamento del quadro congiunturale emerge con chiarezza anche dall’analisi delle principali criticità segnalate dalle imprese: al primo posto si colloca il costo dei materiali, indicato dal 26% degli imprenditori, seguito dalla debolezza della domanda al 20%, che supera per importanza la storica difficoltà legata al reperimento del personale (18%).