Materie prime, energia e credito stanno ridisegnando l’equilibrio dell’edilizia piemontese proprio nella fase più delicata dell’attuazione del Pnrr, con i cantieri impegnati a rispettare la scadenza di giugno 2026 ma esposti a una nuova ondata di pressioni sui costi. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno già avuto effetti significativi sui mercati internazionali. A maggio 2026 i prezzi dei metalli e dei minerali segnano un aumento annuo del 39,3%, mentre l’alluminio registra un incremento del 49,7%, in un contesto in cui l’Italia importa dal Medio Oriente il 13,7% del proprio fabbisogno di questo materiale. A ciò si aggiungono rincari diffusi nella filiera delle costruzioni: a marzo i prezzi all’importazione crescono dell’8,8% per metallurgia e prodotti in metallo e del 7,3% per legno e derivati. Le imprese segnalano inoltre attese di ulteriori aumenti medi attorno al 20% per bitume, materie polimeriche, trasporti e materiali energivori come laterizi e componenti edilizi. Una dinamica che si innesta su un aumento già consolidato negli ultimi cinque anni, con incrementi tra il 2,5% e il 5,5% per materiali chiave come cemento, malte, vetro, strutture metalliche e carpenteria in legno. In questo quadro, il comparto artigiano delle costruzioni e dell’impiantistica si trova a operare sotto una duplice pressione: da un lato la volatilità dei prezzi, dall’altro il costo del credito. Ad aprile 2026 il tasso medio per le imprese sale al 3,65%, in crescita rispetto al mese precedente e nettamente superiore ai livelli pre-stretta monetaria BCE, con effetti più pesanti sulle piccole imprese.
«Le nuove tensioni internazionali si innestano su una filiera che non ha ancora assorbito gli aumenti degli ultimi anni» osserva Enzo Tanino, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte per il settore edilizia, sottolineando come il comparto resti un motore economico ma con segnali di rallentamento nella stagione estiva. La tenuta del settore resta strettamente legata alla fase conclusiva del Pnrr, che ha sostenuto investimenti e attività negli ultimi anni. Tuttavia, l’incertezza sui costi rischia di compromettere la pianificazione dei cantieri e la sostenibilità delle imprese. A pesare ulteriormente è il credito. «Il costo del denaro resta un fattore critico» evidenzia Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, richiamando l’esigenza di condizioni finanziarie più favorevoli per non rallentare gli investimenti. Per il settore, la sfida non è solo completare le opere entro le scadenze del Pnrr, ma evitare che la nuova instabilità dei mercati energetici e delle materie prime comprometta la tenuta delle imprese. In prospettiva, le associazioni artigiane indicano la necessità di una nuova stagione di investimenti su rigenerazione urbana, sicurezza del territorio e riqualificazione energetica, accompagnata da un quadro stabile di incentivi capace di garantire continuità al comparto edilizio.
L'analisi di Confartigianato
Edilizia piemontese sotto pressione: costi alle stelle e sfida Pnrr entro il 2026
In questo quadro, il comparto artigiano delle costruzioni e dell’impiantistica si trova a operare sotto una duplice pressione: da un lato la volatilità dei prezzi, dall’altro il costo del credito.