Rapporto di sostenibilità 2025

Consorzio Nazionale Oli Usati (CONOU), ecco come trasformare un costo in una risorsa strategica

Lo scorso anno sono state raccolte 194,5 mila tonnellate di olio minerale usato, un quantitativo sostanzialmente coincidente con il massimo potenziale intercettabile sul territorio nazionale.

Consorzio Nazionale Oli Usati (CONOU), ecco come trasformare un costo in una risorsa strategica

I dati del Rapporto di Sostenibilità 2025, redatto come ogni anno dal Consorzio Nazionale Oli Usati (CONOU) raccontano una realtà capace di crescere anche in uno scenario sfavorevole. Lo scorso anno sono state raccolte 194,5 mila tonnellate di olio minerale usato, un quantitativo sostanzialmente coincidente con il massimo potenziale intercettabile sul territorio nazionale. E i nostri territori sono quelli maggiormente coinvolti: il 56% dell’olio usato raccolto proviene dalle regioni del Nord, in particolare da quelle con maggiore densità abitativa e concentrazione industriale, tra cui la Lombardia (21%) e il Veneto (12%).
Ancora più significativo il risultato ottenuto nella rigenerazione della materia: oltre il 98% del prodotto recuperato è stato trasformato in nuove basi lubrificanti, una performance che colloca l’Italia ben al di sopra della media europea, ferma al 61%.
Il risultato assume un’importanza particolare in un contesto internazionale caratterizzato da crescente incertezza negli approvvigionamenti e dalla necessità di ridurre la dipendenza dall’estero. Grazie a questo circuito virtuoso, circa un terzo del fabbisogno nazionale di lubrificanti viene oggi soddisfatto attraverso basi rigenerate, con evidenti benefici sul piano economico e strategico.

Ciò che colpisce maggiormente è la capacità dell’intero comparto di mantenere elevati livelli di efficienza anche durante una fase di forte pressione sui margini. Nel corso del 2025 il valore di mercato delle basi lubrificanti ha registrato una significativa flessione, mettendo in difficoltà molti operatori. Nonostante ciò, la rete coordinata dal CONOU ha continuato a garantire continuità operativa e risultati di eccellenza, confermando la solidità di un modello che unisce sostenibilità e convenienza economica.

Dietro questi numeri si sviluppa una struttura capillare composta da 58 concessionari, tre impianti dedicati alla rigenerazione e 688 mezzi specializzati che percorrono ogni anno oltre 23 milioni di chilometri per assicurare il recupero del materiale su tutto il territorio nazionale. Una macchina organizzativa che coinvolge più di 1.980 addetti e genera occupazione qualificata lungo l’intera catena del valore.

Accanto agli effetti industriali emergono benefici misurabili anche sul fronte delle risorse. La validazione indipendente dell’analisi LCA da parte del RINA certifica una riduzione del 41% delle emissioni climalteranti rispetto al modello lineare tradizionale, accompagnata da un risparmio dell’83% di combustibili fossili e del 77% di acqua. Indicatori che oggi rappresentano un vantaggio competitivo sempre più rilevante per le imprese chiamate a confrontarsi con gli obiettivi europei di decarbonizzazione.

Il 2025 ha inoltre segnato l’avvio del nuovo Contratto di Filiera 2025-2027 e l’apertura di un dialogo strutturato con Spagna e Grecia per condividere competenze, standard operativi e strategie comuni. Un percorso che rafforza ulteriormente il ruolo dell’Italia come laboratorio avanzato dell’economia circolare.
L’esperienza del CONOU dimostra che l’economia circolare non rappresenta soltanto una risposta alle esigenze ambientali. È soprattutto una scelta industriale capace di generare occupazione, ridurre i costi di approvvigionamento, creare ricchezza e trasformare un rifiuto potenzialmente pericoloso in una risorsa strategica per il sistema produttivo.