Al teatro Regio di Torino

Candiolo festeggia 40 anni e rilancia: 200 milioni per l’Istituto del futuro

Accanto alla musica, il cuore dell’evento è stato rappresentato dalle storie e dalle voci di ricercatori e pazienti dell’Istituto di Candiolo – Irccs, centro oncologico di eccellenza sostenuto dalla Fondazione fin dalla sua nascita.

Candiolo festeggia 40 anni e rilancia: 200 milioni per l’Istituto del futuro

Quarant’anni di impegno nella lotta contro il cancro celebrati con una grande festa della musica, della solidarietà e della speranza.

Il Teatro Regio di Torino ha ospitato una serata speciale organizzata dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro per celebrare il suo quarantesimo anniversario e guardare al futuro della ricerca oncologica e delle cure offerte dall’Istituto di Candiolo – Irccs. Sul palco si sono alternati alcuni tra gli artisti più amati del panorama musicale italiano: Diodato, Levante, Samuele Bersani e Paolo Belli. Ad arricchire il programma anche gli interventi di Neri Marcorè, Giovanni Allevi e Cristina Chiabotto, protagonisti di una serata che ha unito spettacolo e testimonianze di grande valore umano. Accanto alla musica, il cuore dell’evento è stato rappresentato dalle storie e dalle voci di ricercatori e pazienti dell’Istituto di Candiolo – Irccs, centro oncologico di eccellenza sostenuto dalla Fondazione fin dalla sua nascita.

Un racconto corale che ha ripercorso i risultati raggiunti in questi quarant’anni e le sfide ancora da affrontare nella ricerca contro il cancro. Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. L’anniversario è stato anche l’occasione per riflettere sul percorso compiuto dalla Fondazione e sulle sfide che attendono il mondo dell’oncologia nei prossimi anni. E proprio il futuro è diventato, poche settimane dopo, il tema centrale di un altro importante annuncio. A Candiolo, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha infatti ufficializzato il cambio di denominazione in Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo, presentando contestualmente un ambizioso piano di sviluppo destinato a trasformare l’Istituto nei prossimi dieci anni. Il progetto 2026-2035 prevede un investimento superiore ai 200 milioni di euro e l’ampliamento della struttura da 60mila a oltre 95mila metri quadrati. Nuovi edifici dedicati alla ricerca e all’assistenza clinica, laboratori avanzati, spazi di degenza, aree verdi e un nuovo hospice pensato per garantire ai pazienti e alle loro famiglie un ambiente accogliente e rispettoso della dignità della persona rappresentano i pilastri di quello che viene definito il più importante piano di sviluppo nella storia dell’Istituto.

«Quarant’anni fa, quando ho immaginato per la prima volta quello che sarebbe diventato l’Istituto di Candiolo, molti mi dissero che era una follia – ha ricordato Allegra Agnelli – Costruire dal nulla un centro oncologico all’avanguardia sembrava impossibile. Oggi quella visione è diventata una realtà riconosciuta a livello internazionale. Il futuro che immagino per questa Fondazione è ancora più grande di quanto abbiamo già realizzato. Dobbiamo andare avanti, finché il cancro non sarà vinto».

Una crescita resa possibile da centinaia di migliaia di donatori che, dal 1986 a oggi, hanno sostenuto il progetto.

«La generosità è il motore di Candiolo – ha sottolineato il direttore generale Gianmarco Sala – «Ogni risultato della Fondazione porta la firma di chi ha scelto di sostenerci. Oggi lanciamo un nuovo sogno: nuovi edifici, nuovi reparti e tecnologie sempre più avanzate per continuare a mantenere la parola data ai pazienti e alle loro famiglie».

Sul fronte scientifico, il nuovo piano punta a rafforzare il ruolo internazionale.

«Più laboratori, più collaborazioni internazionali e più trial clinici significano maggiori opportunità di trasformare una scoperta in una terapia – ha spiegato Anna Sapino, direttore scientifico – Il senso di questo raddoppio è ampliare la capacità di dare risposte ai pazienti».

Dalla celebrazione del quarantesimo anniversario al progetto che guarda al 2035, il messaggio della Fondazione è chiaro: i primi quarant’anni rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto il punto di partenza per una nuova fase di crescita. Un percorso che continua a unire ricerca, innovazione e solidarietà con un unico obiettivo: rendere sempre più efficace la lotta contro il cancro e offrire nuove speranze di cura.