Rapporto

Imprese coesive in crescita: fare rete produce risultati

Symbola, Intesa, Unioncamere e Centro Tagliacarne.

Imprese coesive in crescita: fare rete produce risultati

Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale. 

Nel tessuto economico del Nordovest cresce il numero di imprese “coesive”, cioè aziende che investono in relazioni strutturate con lavoratori, fornitori, istituzioni, università e territorio. Un modello organizzativo sempre più centrale per affrontare le transizioni digitale ed ecologica e per rafforzare la competitività. Secondo il rapporto «Coesione è competizione», realizzato da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, le imprese coesive in Italia sono aumentate negli ultimi cinque anni, passando dal 37,4% al 43,5% del totale nazionale. Questo incremento non è uniforme, ma nel Nordovest trova uno dei suoi ecosistemi più avanzati, grazie alla presenza di filiere industriali integrate, distretti produttivi e forte interconnessione tra PMI e grandi imprese.

Piemonte: manifattura e filiere integrate

Il Piemonte rappresenta uno dei laboratori storici della coesione industriale italiana. Qui il modello dei distretti e delle filiere – dall’automotive alla meccanica avanzata, fino all’aerospazio – favorisce da anni la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca. La crescita delle imprese coesive si inserisce in un contesto in cui il radicamento territoriale è decisivo: la capacità di lavorare in rete consente alle aziende piemontesi di affrontare la transizione tecnologica e di competere sui mercati internazionali, mantenendo al tempo stesso un forte legame con il territorio e le competenze locali.

Lombardia: il cuore delle reti innovative

In Lombardia, prima regione manifatturiera e finanziaria del Paese, la coesione assume una dimensione ancora più ampia. Qui la densità di imprese, startup, centri di ricerca e istituzioni finanziarie crea un ecosistema in cui le relazioni diventano un fattore produttivo strategico. Le imprese lombarde coesive risultano particolarmente attive nella digitalizzazione e negli investimenti in sostenibilità, due ambiti in cui la collaborazione con università, fornitori tecnologici e sistema del credito accelera l’innovazione. Il modello lombardo mostra come la competitività non dipenda solo dalla dimensione aziendale, ma dalla qualità delle reti costruite attorno all’impresa.

Liguria: porti, logistica e collaborazione territoriale

In Liguria, la coesione si sviluppa soprattutto lungo le filiere della logistica, della portualità e del turismo. La natura frammentata del tessuto produttivo rende fondamentale la collaborazione tra imprese, istituzioni locali e infrastrutture strategiche come i porti di Genova e La Spezia. Qui le imprese coesive trovano un terreno fertile nella gestione condivisa delle sfide legate alla logistica internazionale, alla digitalizzazione dei servizi portuali e alla valorizzazione del turismo sostenibile. La cooperazione diventa quindi fattore essenziale per compensare la limitata dimensione media delle imprese e per rafforzare la competitività del sistema.

Un modello comune per la competitività

Nel complesso, Piemonte, Lombardia e Liguria mostrano un tratto comune: la crescente centralità delle relazioni come leva economica. Le imprese coesive, secondo il rapporto, sono più propense a investire in innovazione, sostenibilità e capitale umano, e mostrano migliori performance in termini di fatturato e occupazione. In particolare, a livello nazionale, il 33% delle imprese coesive prevede un aumento del fatturato e il 21% un incremento dell’occupazione.

Dalla concorrenza alla coesione

Il caso del Nordovest italiano conferma un cambio di paradigma: la competitività non è più soltanto il risultato della concorrenza tra imprese, ma sempre più della loro capacità di collaborare. In Piemonte, Lombardia e Liguria questo modello è già in parte realtà, ma resta una sfida aperta.