I consigli di Kristallia Antoniadou*

Prima di esporsi al sole: perché la protezione solare è un gesto di salute, non solo di bellezza

*specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

Prima di esporsi al sole: perché la protezione solare è un gesto di salute, non solo di bellezza

di Kristallia Antoniadou*

L’estate è sinonimo di luce, vacanze e vita all’aria aperta. Il sole contribuisce al nostro benessere psicologico, stimola la produzione di vitamina D e favorisce numerose attività salutari. Tuttavia, come spesso accade in medicina, ciò che è benefico può diventare dannoso quando viene assunto in eccesso o senza le dovute precauzioni.
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dell’importanza della protezione solare, ma molte persone continuano a considerarla soprattutto un presidio estetico contro rughe e macchie. In realtà, proteggere la pelle dal sole è prima di tutto una scelta di salute. I raggi ultravioletti (UV), invisibili all’occhio umano, penetrano nella pelle provocando una serie di alterazioni biologiche. I raggi UVB sono responsabili delle scottature e dei danni più superficiali, mentre i raggi UVA penetrano più in profondità e contribuiscono all’invecchiamento cutaneo e ai danni cellulari a lungo termine. Ogni esposizione eccessiva lascia una sorta di “memoria biologica” nella pelle. I danni si accumulano nel corso degli anni e possono manifestarsi molto tempo dopo sotto forma di rughe profonde, perdita di elasticità, macchie pigmentarie e lesioni precancerose.
L’invecchiamento cutaneo dovuto al sole, definito fotoaging, è diverso da quello naturale legato al passare degli anni. Una pelle fotodanneggiata appare più ispessita, meno elastica, con colorito irregolare, capillari evidenti e rughe più marcate. Si stima che una parte significativa dell’invecchiamento visibile del volto sia attribuibile proprio all’esposizione cronica ai raggi ultravioletti.
Ma il problema più importante riguarda la prevenzione dei tumori cutanei. Il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e il melanoma sono strettamente correlati ai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette. In particolare, le scottature ripetute durante l’infanzia e l’adolescenza rappresentano un fattore di rischio riconosciuto per lo sviluppo del melanoma in età adulta. Per questo motivo la protezione deve iniziare fin dai primi anni di vita. I bambini possiedono una pelle più delicata e vulnerabile e dovrebbero essere educati fin da piccoli a utilizzare cappelli, occhiali da sole e creme protettive adeguate.
Proteggersi dal sole non significa rinunciare all’abbronzatura. Significa esporsi in modo intelligente. È consigliabile evitare le ore centrali della giornata, generalmente tra le 11 e le 16, utilizzare filtri solari ad ampio spettro contro UVA e UVB e riapplicarli periodicamente, soprattutto dopo il bagno o un’intensa sudorazione.
Anche chi trascorre molte ore in città non dovrebbe sottovalutare l’esposizione quotidiana. Camminare, guidare l’automobile o sedersi vicino a una finestra comporta comunque un contatto con i raggi ultravioletti. Per questo molti dermatologi consigliano l’utilizzo quotidiano di una protezione solare sul volto durante tutto l’anno.
La moderna medicina estetica conferma quanto la prevenzione sia più efficace di qualsiasi trattamento correttivo. Laser, peeling, biostimolazione e altre tecnologie possono migliorare gli effetti del fotoinvecchiamento, ma nessun trattamento è in grado di cancellare completamente i danni accumulati nel tempo. La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo e rappresenta la prima barriera di difesa nei confronti dell’ambiente esterno. Prendersene cura significa investire nella propria salute futura. Applicare una crema solare ogni giorno richiede pochi secondi, ma può contribuire a preservare per anni la salute e la qualità della nostra pelle.

*specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica