Estate 2026

Dal borgo dei mille gradini ai paesi dipinti, viaggio nella Lombardia che non ti aspetti

Tra natura, storia e bellezza: una vacanza distante dagli itinerari più battuti.

Dal borgo dei mille gradini ai paesi dipinti, viaggio nella Lombardia che non ti aspetti

La Lombardia dei borghi, da ovest verso est, può trasformarsi in un itinerario vacanza ricco di sorprese: paesi dipinti, colline, vicoli sul lago, castelli e mura… scenari che cambiano e conquistano a ogni tappa per la loro varietà, la genuinità e infiniti dettagli che li rendono unici al mondo.

Si parte: il Varesotto dei paesi dipinti

Il viaggio può cominciare dal Varesotto, dove alcuni piccoli centri hanno trasformato i muri delle case in un racconto a cielo aperto. Arcumeggia è il più noto: un borgo che dagli anni Cinquanta vive di affreschi e murales firmati da artisti importanti, distribuiti lungo le vie del paese. Boarezzo, in Valganna, conserva un’atmosfera più raccolta, con dipinti che richiamano mestieri, vita contadina e memoria locale. Marchirolo aggiunge una vena più ironica e narrativa, mentre Runo è più legato alla tradizione e alla devozione. Nei dintorni si trovano anche Peveranza e altri piccoli paesi affrescati: un sistema diffuso che rende questa parte di Lombardia originale fin dalla prima tappa.

Seconda tappa: la Brianza e Lecchese

Proseguendo verso est il paesaggio cambia. Le valli del Varesotto lasciano spazio a una Lombardia di colline, terrazze panoramiche, fiumi e p aesi di montagna. Montevecchia, nel cuore della Brianza, è un borgo in quota tra sentieri, vigne e un paesaggio che invita subito a rallentare.

Più a nord, nel Lecchese, il percorso si arricchisce di tappe molto diverse tra loro. Brivio, affacciato sull’Adda, conserva il carattere del borgo fluviale e il segno del suo castello; Morterone, in Valsassina, è minuscolo (con 31 abitanti è il comune più piccolo d’Italia) e appartato. Ha il fascino di un luogo estremo e silenzioso. Premana, ultimo paese della Valvarrone, è legato alla tradizione artigiana delle lame e dei coltelli. Sono borghi che cambiano tono a ogni deviazione e contribuiscono a fare del viaggio un incontro sincero con i territori più autentici della Lombardia.

Terza tappa:  i borghi del Lago di Como

Arrivati sul Lario, il viaggio entra in uno dei paesaggi più noti della regione, ma continua a offrire molto più dei nomi celebri. Sul ramo lecchese, Pescarenico, frazione di Lecco, conserva un’atmosfera legata all’acqua e alla memoria manzoniana. Varenna resta una tappa centrale, con il lungolago, le case colorate, Villa Monastero e il Castello di Vezio. Accanto a lei merita spazio anche Corenno Plinio, il bordo dei mille gradini, con il suo nucleo medievale compatto.
Sulla sponda comasca il percorso si amplia con Argegno, Ossuccio, Torno, Menaggio e Mezzegra. Argegno si apre in una posizione panoramica sul lago; Ossuccio porta con sé il fascino delle origini antiche; Torno resta uno dei borghi più eleganti della riva comasca; Menaggio unisce scorcio lacustre e vita di paese; Mezzegra, oggi parte di Tremezzina, sale dalla sponda occidentale verso il Monte di Tremezzo, con vicoli in pietra e un tono più quieto. Sono luoghi in cui la natura e l’arte s’incrociano con la grande storia: personaggi illustri da un lato ed eventi drammatici dall’altro…

Quarta tappa: le colline moreniche del Mantovano

L’itinerario può chiudersi nel Mantovano, a sud del Garda, tra le colline moreniche. Qui lo scenario cambia ancora: il lago resta sullo sfondo, ma a dominare sono le ondulazioni del terreno, i castelli, i paesi murati e una campagna ordinata che dà al viaggio un passo diverso.
Castellaro Lagusello è il nome simbolo di questa zona: un borgo raccolto entro le mura, affacciato su un piccolo lago a forma di cuore, tra i più riconoscibili del territorio. Attorno a esso si costruisce una piccola costellazione di tappe che ha molto senso raccontare insieme: Monzambano, Volta Mantovana e Ponti sul Mincio, dove il Castello Scaligero continua a segnare il paesaggio come una presenza forte.

La variante a sud: i borghi dell’Oltrepò Pavese

Chi vuole allungare il viaggio verso sud trova nell’Oltrepò Pavese un capitolo completamente diverso. Qui il paesaggio è appenninico, fatto di colline, filari, boschi di castagno e borghi arroccati che guardano le valli dal punto più alto. L’atmosfera è più silenziosa, più legata alla terra e al vino, ai sapori e alla buona tavola.
Tra i Borghi più belli d’Italia rientrano Fortunago, Zavattarello e Varzi. A Fortunago l’impianto medievale è intatto, le case in pietra si stringono attorno alla piazza con una coerenza che pochi centri di questa dimensione riescono a conservare.
Zavattarello, in alta Val Tidone, porta con sé il peso del suo Castello Dal Verme, che domina il borgo e il paesaggio circostante come un presidio ancora vivo.
Varzi custodisce un centro storico medievale tutto da percorrere a piedi e un salame che ha fatto la storia della norcineria lombarda, Santa Maria della Versa è invece il cuore produttivo dello spumante dell’Oltrepò. Infine, Montù Beccaria sale su un’altura tra i vigneti.
L’itinerario pavese è una deviazione che vale la pena di fare, soprattutto per chi ama abbinare la scoperta dei borghi alla cultura del vino e della tavola. In questa parte di Lombardia le due cose sono così intrinsecamente unite che sembrano difficili da separare.

Un itinerario da costruire liberamente

La forza del percorso alla scoperta dei piccoli borghi di Lombardia sta nella libertà con cui può essere costruito. Si può seguire tutto, da ovest a est (e poi anche sud), oppure scegliere solo alcune tappe e combinarle in uno o più fine settimana, privilegiando ora i paesi dipinti, ora i borghi del Lario o le colline moreniche. Il senso del viaggio resta lo stesso: attraversare una Lombardia meno scontata, dove la dimensione del borgo non è un dettaglio folkloristico, ma la vera anima del territorio.
Per trasformare questa idea in un itinerario reale, scegliere le mete e pianificare i soggiorni basta entrare sul sito ufficiale in-lombardia.it e pianificare il viaggio tappa dopo tappa.