I dati del Ministero della Giustizia

Anche nel Nordovest le carceri scoppiano: ci sono 14.978 detenuti per 11.419 posti

E negli istituti lombardi è record di suicidi in cella.

Anche nel Nordovest le carceri scoppiano: ci sono 14.978 detenuti per 11.419 posti

Con 14.978 detenuti presenti nelle 47 carceri del Nordovest, il tema del sovraffollamento della popolazione carceraria è un problema scottante anche nelle nostre regioni.

In totale la capienza massima degli istituti di pena tra Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria sarebbe di 11.419, ma la situazione reale vede 3.559 persone più di quelle che le strutture potrebbero contenere. Il calcolo fatto è semplice: si calcola infatti per ogni individuo uno spazio vitale di 9 metri quadrati, e partendo da questo dato appare in tutta la sua drammaticità un quadro delle condizioni di chi vive in stato di detenzione. La questione è ormai annosa, e dopo l’ultima rilevazione del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che fa capo al Ministero della Giustizia, l’allarme è stato ripetuto a livello nazionale. La rilevazione di fine maggio conta un totale di 64.741 persone detenute in Italia: solo un mese prima erano 64.509, e l’incremento registrato in soli 30 giorni ha sfondato il tetto dei livelli massimi di sovraffollamento raggiunti dal sistema penitenziario negli ultimi 10 anni.

La situazione delle regioni del Nordovest

In testa alla triste classifica c’è la Lombardia: con quasi 9mila detenuti (a fronte di una capacità di 6.100 posti) è la Regione con le prigioni più affollate del Paese. Del totale di detenuti la metà è straniera, e 426 sono donne. Il Piemonte segue a ruota, con 4.400 persone detenute a fronte di 3.900 posti disponibili. La Liguria è nella stessa situazione, con 1.430 detenuti per 1.111 posti. La Valle d’Aosta è l’unico territorio ad avere meno detenuti rispetto alla totalità dei posti nell’unico carcere in regione. L’unica altra zona in cui si verifica questo dato positivo è la Sardegna.

In Lombardia è anche record di suicidi in carcere

Nel 2025 i casi di detenuti che si sono tolti la vita in carcere sono stati 76 in 18 regioni. Con 16 eventi, le carceri lombarde hanno visto quasi un quarto di tutti gli eventi nazionali (il 21,05%). I dati sono quelli pubblicati dal garante nazionale delle persone private della libertà: in Piemonte sono stati 5 i casi di detenuti suicidi nel 2025, mentre in Liguria 1. In Valle d’Aosta non si sono registrate situazioni particolari.

«Circa la metà dei casi in esame (48,68%) – viene spiegato nell’osservatorio del Garante nazionale – risultava avere una condanna definitiva. Tra le restanti percentuali, si riconferma particolarmente alto l’indice di persone “in attesa di primo giudizio”, corrispondenti al 35,53% del totale».

L’intervento di Patrizio Gonnella dell’associazione Antigone

«Quello che riscontriamo quotidianamente con le nostre visite di monitoraggio – scrive Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, che si occupa di diritti e garanzie nel sistema penale italiano – nelle nostre conversazioni con tutte le componenti che lavorano e vivono nel sistema penitenziario, è un panorama di crescente tensione. Un carcere chiuso non è un carcere più sicuro, ma un carcere dove le persone e gli operatori sono più soli e più abbandonati. Dove le giornate passano nella noia e nell’apatia, con l’uso di psicofarmaci come elemento “calmante” e “stabilizzante”. Bisogna invece aprire il carcere, al mondo esterno, al volontariato, alle attività. Promuovere investimenti per aumentare i corsi scolastici e di formazione professionale, semplificare il peso della burocrazia per attrarre aziende e incentivare il lavoro per datori di lavoro privati. Oggi il carcere è lontano da tutto questo e vi si sta allontanando sempre di più, tradendo la funzione costituzionale della pena e incentivando la recidiva. Un governo che ha approvato due decreti sicurezza in pochi mesi è paradossale che ignori quanto oggi, il carcere, sia un luogo insicuro e che produce insicurezza».