L’Italia migliora nelle classifiche universitarie internazionali e il Nordovest si conferma uno dei principali motori di questa crescita. È quanto emerge dall’ultima edizione del QS World University Rankings 2026. Tra le 47 università italiane presenti nella graduatoria mondiale, 26 migliorano il proprio posizionamento. Un risultato che colloca l’Italia tra i pochi Paesi europei in crescita, mentre sistemi universitari consolidati come quelli di Germania, Francia e Paesi Bassi registrano arretramenti.
A guidare la corsa è la Lombardia grazie al risultato storico del Politecnico di Milano, che sale all’87º posto mondiale, migliorando ulteriormente il traguardo raggiunto lo scorso anno quando era diventato il primo ateneo italiano a entrare nella top 100 globale. La Lombardia, inoltre, può contare sulla presenza dell’Università degli Studi di Milano, che raggiunge il 270° posto mondiale, consolidando la propria posizione tra i migliori atenei italiani, mentre l’Università Vita-Salute San Raffaele si distingue a livello internazionale per l’impatto della ricerca, arrivando al sesto posto mondiale nell’indicatore che misura le citazioni scientifiche per docente.
Anche il Piemonte si conferma tra le regioni universitarie più dinamiche del Paese. Il Politecnico di Torino conquista il quinto posto nella classifica nazionale e il 206° mondiale, rimanendo tra le migliori istituzioni tecniche italiane. Per quanto riguarda la Liguria, pur non figurando nella top ten nazionale, l’Università di Genova continua a rappresentare un importante presidio per il territorio. Nella graduatoria italiana, alle spalle del Politecnico di Milano si collocano la Sapienza Università di Roma (111ª al mondo) e l’Università di Bologna (123ª).
Secondo gli analisti di Quacquarelli Symonds, la crescita degli atenei italiani è trainata soprattutto dalla reputazione accademica, dal gradimento dei datori di lavoro e dalla qualità della ricerca.