La qualità dell’istruzione continua a rappresentare il principale fattore di mobilità sociale in Italia.
Eppure il Paese resta tra quelli europei con le maggiori difficoltà nel garantire pari opportunità educative ai giovani. Secondo l’analisi di Openpolis, l’Italia occupa soltanto il 34° posto su 82 paesi nel Global Social Mobility Index del World Economic Forum, segnale di una mobilità sociale ancora limitata rispetto agli standard europei. La ricerca evidenzia come il rendimento scolastico degli studenti sia fortemente correlato allo status socio-economico e culturale delle famiglie. Un legame che emerge già dalla scuola primaria e che tende a consolidarsi lungo tutto il percorso educativo. In altre parole, al peggiorare delle condizioni economiche e culturali della famiglia diminuiscono sistematicamente le competenze scolastiche degli studenti.
Nel 2025 il punteggio medio nelle prove Invalsi di italiano è tornato a diminuire e restano lontani i livelli pre-Covid. In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024: la diminuzione più consistente è avvenuta a Mantova, dove si è passati da un punteggio medio di 208 a 192,9 (-15,1 punti). Solo il 52% circa degli studenti e delle studentesse arriva alla maturità con competenze alfabetiche adeguate e negli istituti professionali questa quota scende addirittura al 18%. Oltre un terzo dei diplomati nei licei proviene da famiglie agiate. Viceversa, il 36% dei figli di operai si diploma in istituti professionali.
Nel quadro nazionale, Lombardia, Piemonte e Liguria mostrano una situazione generalmente migliore rispetto a molte aree del Mezzogiorno, ma presentano differenze interne. Se il Nordovest continua infatti a registrare livelli di apprendimento mediamente superiori alla media nazionale e una minore incidenza di famiglie in disagio economico, il rapporto evidenzia come anche in queste regioni il percorso scolastico dei ragazzi sia ancora fortemente influenzato dal contesto familiare.
Lombardia
La Lombardia rappresenta uno dei territori più dinamici del Paese sotto il profilo economico e formativo. Con circa 1,6 milioni di residenti sotto i 18 anni, è la regione italiana con il maggior numero di minori. Nei capoluoghi lombardi prevalgono situazioni caratterizzate da una quota di famiglie in potenziale disagio economico inferiore alla media nazionale del 2,7% e da livelli di apprendimento superiori alla media italiana nei test Invalsi. Tuttavia il quadro regionale è complesso. La Lombardia beneficia di un tessuto produttivo forte, di una rete universitaria tra le più sviluppate d’Europa e di un’offerta formativa ampia, ma continua a registrare differenze significative tra territori, aree urbane e contesti sociali.
Milano rappresenta il principale polo educativo della regione, tuttavia le opportunità educative non sono distribuite in modo uniforme. E lo stesso vale per le province.
Un’altra criticità riguarda gli edifici scolastici: il 20,43% delle scuole statali è considerato vetusto, ovvero ha più di 50 anni: una quota superiore alla media nazionale, che si ferma al 17,83%. La regione presenta comunque risultati migliori sul fronte dell’accessibilità: l’89,2% degli edifici scolastici è raggiungibile attraverso almeno un mezzo alternativo all’automobile, tra trasporto pubblico urbano, extraurbano, ferroviario o scuolabus. Anche in questo caso il dato supera la media italiana, pari all’86%.
Piemonte
Anche il Piemonte rientra tra i territori che presentano livelli di apprendimento generalmente superiori alla media nazionale e una quota di famiglie in disagio economico inferiore a quella registrata in gran parte del Mezzogiorno. Tuttavia, la regione mostra differenze significative tra aree urbane e periferiche e tra territori caratterizzati da una forte presenza di servizi e zone che soffrono spopolamento e riduzione delle opportunità educative. Accanto a questo, la tendenza a una diminuzione della popolazione giovanile.
Sul fronte della dispersione scolastica il Piemonte presenta risultati relativamente positivi. Nel 2021 il tasso di abbandono scolastico precoce si attestava all’11,4%, inferiore alla media nazionale e vicino all’obiettivo europeo del 9%. I dati più recenti mostrano un ulteriore miglioramento: nel 2023 la quota di giovani tra 18 e 24 anni che hanno lasciato prematuramente gli studi è scesa sotto il 9%, consentendo alla regione di raggiungere il target fissato dall’Unione Europea. e prove Invalsi confermano il buon posizionamento del Piemonte. Nell’anno scolastico 2020-2021 circa il 30% degli studenti piemontesi di terza media si collocava nei livelli di competenza più bassi (1 e 2) in italiano, contro una media nazionale prossima al 39%. Tuttavia emergono differenze territoriali significative. Nella provincia di Vercelli la quota di studenti con competenze non adeguate raggiunge il 40,45%, superando persino la media italiana. Secondo Openpolis, inoltre, il 43,7% degli edifici scolastici piemontesi è classificato come vetusto ed è uno dei dati più problematici dell’intero sistema educativo regionale. Allo stesso tempo il Piemonte registra risultati molto positivi sul fronte dell’accessibilità: il 97% delle scuole è raggiungibile tramite almeno un mezzo alternativo all’automobile privata, ben oltre la media italiana dell’86%. Anche sotto il profilo dell’efficienza energetica emergono segnali incoraggianti: il 65,4% degli edifici scolastici dispone di interventi o accorgimenti per il risparmio.
Liguria
Secondo le analisi di Openpolis, la regione presenta livelli di apprendimento generalmente superiori alla media nazionale e una situazione socioeconomica mediamente migliore rispetto a gran parte del Mezzogiorno. Tuttavia, la conformazione geografica del territorio, caratterizzata da una forte concentrazione della popolazione lungo la costa e da numerose aree interne montane, genera differenze significative nell’accesso alle opportunità educative. Le rilevazioni Invalsi mostrano che gli studenti liguri ottengono mediamente risultati migliori rispetto alla media italiana sia in italiano sia in matematica e la dispersione scolastica è sotto controllo.