Le regioni del Nordovest fanno segnare un incremento dell’export, ma la performance della Liguria è sorprendente.
Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni italiane hanno mostrato segnali di crescita, seppure con intensità differenti tra le diverse aree del Paese. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’export nazionale è aumentato dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, risultato che riflette dinamiche territoriali molto eterogenee. Mentre il Centro Italia si conferma l’area più dinamica, con una crescita del 13,8%, seguito dal Sud (+7,1%), il Nordovest registra un incremento più contenuto pari all’1,3% mentre si rileva una flessione per il Nordest (-2,4%) e una decisa contrazione per Isole (-19%).
All’interno del Nordovest emergono tuttavia differenze significative. La Liguria si distingue come una delle regioni più performanti d’Italia, con un aumento delle esportazioni del 20,8% su base annua, terzo miglior risultato nazionale dopo Toscana e Abruzzo. Questo dato evidenzia il ruolo sempre più importante della regione negli scambi internazionali, sostenuti dalle attività portuali, dalla logistica e dai comparti legati all’economia del mare.
La Lombardia continua invece a rappresentare il principale motore dell’export italiano grazie alla forza del suo sistema produttivo. Pur non figurando tra le regioni con le variazioni percentuali più elevate, il suo contributo rimane determinante per l’andamento complessivo delle esportazioni nazionali. In particolare, la crescita delle vendite all’estero di prodotti farmaceutici, chimico-medicinali e botanici provenienti dalla Lombardia ha fornito uno dei principali contributi positivi all’export italiano nel trimestre.
Il Piemonte mantiene il proprio ruolo di protagonista nel commercio internazionale grazie alla presenza di importanti filiere industriali, dalla meccanica all’automotive, fino all’aerospazio. Nei primi tre mesi dell’anno il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 15,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 2,8% rispetto al primo trimestre 2025, periodo in cui le vendite oltre confine di merci piemontesi avevano raggiunto i 15,2 miliardi di euro. Le importazioni, invece, hanno manifestato una contrazione (-1,9%), attestandosi a 11,4 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 4,2 miliardi di euro, si è confermato quindi ancora una volta di segno positivo, in espansione rispetto ai 3,6 miliardi segnati nel primo trimestre 2025. I risultati del Piemonte sono stati, in questo inizio del 2026, migliori rispetto a quelli registrati a livello medio nazionale.
Nel panorama delle grandi regioni esportatrici italiane, il Piemonte, dunque, si posiziona saldamente al quinto posto, intercettando una quota del 9,6% dell’export complessivo nazionale. Al vertice della classifica si riconferma la Lombardia, che da sola genera il 25,2% delle vendite oltre confine del Paese.
A livello generale, il quadro delineato conferma come la capacità di esportare rimanga uno dei principali fattori di crescita dell’economia italiana. Le performance regionali mostrano però una geografia economica in evoluzione, nella quale accanto ai tradizionali leader industriali emergono territori capaci di sfruttare nuove opportunità nei mercati internazionali. In questo contesto, Piemonte, Lombardia e Liguria continuano a rappresentare un’area strategica per il commercio estero del Paese, combinando manifattura avanzata, innovazione e infrastrutture logistiche di rilevanza europea.