Bollettino excelsior

Fabbisogno lavorativo nel Nordovest: in agenda a giugno 140mila assunzioni

I contratti previsti a giugno sono 15mila in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Fabbisogno lavorativo nel Nordovest: in agenda a giugno 140mila assunzioni

Nei territori del Nordovest il fabbisogno di lavoratori al mese di giugno prevede la stipula di 143.080 nuovi contratti; rispetto allo stesso mese del 2025 si parla di 15mila unità in meno. I numeri del bollettino Excelsior sono chiari, e parlano anche di un aumento della quota di profili professionali difficili da reperire.

La situazione del Nordovest

La Lombardia con 90mila lavoratori in ingresso a giugno guida il quadro delle regioni del Nordovest. Nella regione più popolosa del Paese la quota di lavoratori di difficile reperibilità è del 46%, e come spiega il Bollettino le difficoltà di reperimento più elevate sono nelle aree territoriali con la maggior concentrazione industriale. Nel trimestre giugno/agosto in Lombardia si prevedono 233mila entrate (quasi 11.000 in meno rispetto allo stesso trimestre del 2025). In Piemonte e in Liguria la situazione non è migliore, ha numeri positivi (in controtendenza nazionale) solo la Valle d’Aosta: perde 20 unità sulle previsioni del solo mese di giugno rispetto all’anno scorso, ma nel trimestre le previsioni di lavoratori in entrata rispetto al 2025 aumenta di 420 persone.

Le professioni più difficili da reperire quali sono?

A livello nazionale, il dato uniformato sulla media tra tutte le regioni mostra che la difficoltà di reperimento di lavoratori riguarda il 42% delle posizioni offerte (261mila profili). Gli esperti dell’osservatorio riconducono tale difficoltà principalmente alla mancanza di candidati (26,7%), oltre che a una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste (11,8%). I comparti dove le criticità sono maggiori sono quelli della metallurgia (62,6%), del legno e del mobile (61,6%) e del tessile/abbigliamento (60,3%), oltre che in quello delle costruzioni (59,5%).

«Tra le professioni più difficili da reperire – si legge nel documento di Infocamere – emergono gli operai specializzati (56,4% è di difficile reperimento) e le professioni tecniche (51,8%), con criticità elevate per le figure delle costruzioni (75,6% degli addetti alle rifiniture costruzioni è di difficile reperimento), della metallurgia (mismatch riguarda il 73,2% dei fabbri), della meccanica e manutenzione (difficoltà a reperire il 67,4% dei meccanici e il 66,5% dei manutentori), per i tecnici in campo ingegneristico (64,9%), dei processi produttivi (64,3%) e della salute (64,1%)».

Contratti a termine, immigrati e giovani

Analizzando il quadro dal punto di vista dei contratti emerge come la maggioranza delle forme proposte sia di contratti a termine (65,9% delle entrate programmate). Quelli a tempo indeterminato sono una piccola parte, il 14%. Le entrate previste per gli immigrati sono 143mila, il 23% del totale nazionale. In questa componente prevalgono i settori delle industrie tessili (42,7%), l’agricoltura (38,2%), le costruzioni (32,8%) e l’industria metallurgica (30%), oltre ai servizi operativi di supporto a imprese e persone. Per i giovani fino a 29 anni infine, le opportunità rimangono elevate, con 190mila entrate programmate (30% del totale nazionale). I settori che presentano la maggiore incidenza di giovani sono i servizi finanziari e assicurativi (48,9%), i servizi informatici e delle telecomunicazioni (44,6%) e il commercio (40,7%).