NID Platform

NID Platform compie 10 anni e approda in Piemonte con 18 spettacoli di danza

Il programma offre 18 proposte divise nelle due sezioni: “Programmazione” (14 spettacoli) e “Open Studios” (4 lavori in fase di sviluppo).

NID Platform compie 10 anni e approda in Piemonte con 18 spettacoli di danza

Compie dieci anni e approda per la prima volta in Piemonte NID Platform, la nuova Piattaforma della Danza Italiana. Per quattro giorni, dall’1 al 4 settembre, Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale ospiteranno spettacoli, open studios, performance, incontri, panel di approfondimento, raccolti dal titolo «Coreografie del possibile». Un tema che richiama i principi essenziali della danza – corpo, gesto, composizione, relazione tra spazio e tempo – e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori italiani e stranieri, istituzioni e territori, favorendo opportunità di crescita, collaborazione e circuitazione oltre confine. Nata nel 2012 dagli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di Adep in sede Federvivo-Agis, la NID Platform si propone come un osservatorio privilegiato capace di valorizzare tanto le realtà emergenti quanto le compagnie già riconosciute. Fondamentale è il sostegno e la condivisione con il Ministero della cultura nonché, quest’anno, con la Regione Piemonte, coordinata dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, col contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. La dimensione internazionale è sostenuta da collaborazioni con reti europee e programmi di residenza internazionale in dialogo con Ministero degli Affari Ester, Istituti Italiani di Cultura e partner esteri.

Il programma offre 18 proposte divise nelle due sezioni: “Programmazione” (14 spettacoli) e “Open Studios” (4 lavori in fase di sviluppo).

In cartellone, per Programmazione: Abracadabra di Francesca Pennini, fondatrice dell’innovativo ensemble CollettivO CineticO; Caduta la neve – da Sarah Moon, progetto e performance per PinDoc di Alessandra Cristiani, vincitrice del Premio Ubu 2018; Cani lunari, una produzione Körper Centro Nazionale di Produzione della Danza firmata da Francesco Marilungo, Premio Ubu 2024; Cosmorama, creazione per TIR Danza del coreografo Nicola Galli; Good Vibes Only (the great effort), realizzazione per Codeduomo di Francesca Santamaria; Epiphanīa. Mi rendo manifesta, indagine sul femminile, tra eredità culturale, corpo e identità, della Compagnia Abbondanza Bertoni, fondata e diretta da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni; Humanos, composizione di Vito Leone Cassano per la compagnia Eleina D; Le fenicie, un lavoro ispirato all’omonima tragedia di Euripide e ideato per la sua compagnia, Balletto Civile, da Michela Lucenti; Le palestriti proposto dalla compagnia Nexus fondata e diretta da Simona Bertozzi. Ancora, due proposte del complesso produttivo KLm-Kinkaleri, Le Supplici, mk: Manifestus di Jacopo Jenna e Panoramic Banana. Album degli abitanti del nuovo mondo, firmato da Michele Di Stefano, Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2014. Pas de cheval è l’ironico e virtuosistico duetto coreografato per Zebra dal danzatore italiano Andrea Costanzo Martini, interpretato da Francesca Foscarini e lo stesso Martini; Piano-Forte, ispirato ai notturni di Chopin, è la creazione de pluripremiato Roberto Tedesco per Opus Ballet; Weirdo è ideato da Enrico Morelli per MM Contemporary Dance Company. Per Open Studios: Nu di Virginia Spallarossa / Déjà Donné; Sognare – Fase RAM di Damiano Scavo / Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza; Special K di Davide Tagliavini / Compagnia Artemis Danza; Thanks, Ilaria di Filippo Buonamassa / ResExtensa Dance Company. Completano il programma due produzioni ospiti: Il secondo paradosso di Zenone di Elisabetta Consonni, interpretato per l’occasione da Sara Catellani, è ispirato al paradosso matematico di Achille e la tartaruga; è un lentissimo attraversamento spaziale di un’astronauta, camminatrice in slow motion per eccellenza, da un punto del paesaggio urbano a un altro. «Breathing room – atlante dei respiri ricevuti», performance di  Salvo Lombardo la cui drammaturgia trae ispirazione da «Il silenzio è cosa viva» di Chandra Livia Candiani.