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Siamo più soddisfatti del nostro tempo libero: i lombardi guidano la classifica

I risultati dell'ultima edizione dell'indagine "Cittadini e tempo libero".

Siamo più soddisfatti del nostro tempo libero: i lombardi guidano la classifica

Gli italiani dichiarano di essere più soddisfatti del proprio tempo libero nel 2024 rispetto a dieci anni prima: è quanto emerge dall’Indagine “Cittadini e tempo libero” di Istat. Dal punto di vista territoriale, la soddisfazione per la qualità del tempo libero è più alta nel Nord e nel Centro Italia, mentre nel Mezzogiorno si registrano livelli inferiori e una quota maggiore di persone insoddisfatte sia della qualità sia della quantità del tempo libero disponibile.

Nel Nordovest gli indicatori Istat mostrano livelli di soddisfazione generalmente elevati, con la Lombardia che registra i risultati migliori rispetto a Piemonte e Liguria. In Lombardia, infatti, il 69,6% dei cittadini si dichiara soddisfatto del proprio tempo libero; il Piemonte il 68,8% e la Liguria il 68,1%. Diverso il quadro relativo alla soddisfazione generale per la vita: in questo caso è la Liguria a registrare il dato più elevato, con il 49,3% di cittadini soddisfatti, davanti alla Lombardia (48,2%) e al Piemonte (46,7%). I dati evidenziano come la percezione del tempo libero non coincida sempre con il livello di soddisfazione complessiva della vita quotidiana. Se da un lato la Lombardia primeggia per qualità del tempo libero percepita, dall’altro la Liguria mostra una maggiore soddisfazione generale, segno che entrano in gioco anche altri fattori legati alla qualità della vita, al contesto sociale e al benessere personale. Nel complesso, le tre regioni si collocano comunque sopra la media nazionale per quanto riguarda la percezione positiva del tempo libero, confermando il Nord Italia come l’area del Paese con i livelli più alti di benessere percepito.

Il panorama

Secondo i dati Istat, nei giorni feriali il tempo libero a disposizione aumenta rispetto al 2015: si passa da 3 ore e 9 minuti a 3 ore e 23 minuti al giorno; è il 29,7% della giornata, con un incremento di due punti percentuali. Un cambiamento che, precisano i ricercatori, non implica una riduzione del tempo lavorativo, ma piuttosto una diversa distribuzione delle attività quotidiane. Nei giorni festivi, invece, il tempo libero diminuisce in valore assoluto, passando da 5 ore e 5 minuti a 4 ore e 49 minuti. Accanto all’aumento del tempo libero cresce anche il numero di persone che dichiarano di non avere mai momenti liberi durante i giorni feriali. La quota degli over 15 passa infatti dal 4,4% al 5,9%. Nel complesso, tuttavia, migliora il giudizio sulla qualità e sulla quantità del tempo libero. La percentuale di chi si dichiara soddisfatto di entrambi gli aspetti sale dal 52,4% al 56%. Il miglioramento più marcato si registra nel Mezzogiorno, dove la soddisfazione cresce di oltre sette punti. Sul fronte lavorativo emerge invece una tendenza ambivalente. Sempre più occupati considerano lavoro e tempo libero come “due cose completamente distinte”: la quota passa dal 79% all’84,6%. Aumenta, però, il numero di persone che continuano a lavorare anche oltre l’orario previsto o nel tempo libero. Nel 2024 quasi un occupato su due svolge attività lavorative extra rispetto all’orario normale: il dato sale dal 30,8% al 45,6% in dieci anni.

Tra Centro-Nord e Mezzogiorno l’articolazione della giornata è in parte diversa, soprattutto per quel che concerne l’impegno lavorativo. Nel Centro-Nord si dedica più tempo al lavoro e allo studio (5 ore) e meno alle attività domestiche e di cura (3 ore e 3 minuti) di quanto si faccia nel Mezzogiorno (rispettivamente, 4 ore e 25 minuti e 3 ore e 33 minuti). Le diversità nelle strutture occupazionali delle due aree si pongono quindi come vincoli forti nella composizione della giornata. Se ne ha maggiore riscontro nella struttura della giornata delle donne, dove la diversa incidenza del lavoro retribuito e del lavoro di cura varia sensibilmente tra le due aree, mentre la struttura della giornata degli uomini risulta più omogenea. Nei giorni festivi le donne hanno meno tempo libero degli uomini e nei giorni feriali lo svantaggio arriva al 13,5%.

Il lavoro da casa è molto diffuso tra gli occupati di 25-74 anni (19,2%), mentre è svolto da una quota contenuta di 20-24enni (7,7%) e minima da parte dei 15-19enni (2,1%). A livello territoriale, il lavoro da casa è meno diffuso nel Mezzogiorno (-8,6% rispetto al Centro-Nord); lo smart working favorisce lo svolgimento di attività lavorative anche nel tempo libero o fuori dell’orario: il lavoro sconfina nel tempo libero per il 77,3% di chi lavora da casa, rispetto al 38,3% di chi lavora o ha lavorato solo in presenza negli ultimi tre mesi.

Per oltre due terzi della popolazione il tempo libero rappresenta prima di tutto tempo disponibile per sé stessi. Seguono il bisogno di riposo e relax e il tempo da dedicare alla famiglia. Più distanziate, ma comunque rilevanti, le idee del tempo libero come occasione per stare con gli amici, divertirsi o semplicemente come tempo al di fuori degli impegni di lavoro e studio. Le donne associano il tempo libero soprattutto alla cura di sé, mentre gli uomini tendono a identificarlo maggiormente con il tempo fuori dagli obblighi lavorativi o scolastici e con la possibilità di dedicarsi ai propri hobby. La percezione del tempo libero cambia profondamente lungo il ciclo della vita. Tra i giovani fino a 24 anni prevale una dimensione legata allo svago. Solo in questa fascia d’età compare, seppur marginalmente, l’idea del tempo libero come occasione per studiare o lavorare. Tra i 25 e i 34 anni emerge invece una concezione più orientata al benessere psicofisico e assume importanza anche la dimensione di coppia e il tempo da dedicare agli altri. Tra i 35 e i 54 anni, il tempo libero viene percepito soprattutto come tempo per la famiglia. Tra gli over 65 resta centrale l’idea del tempo per sé stessi ma si riduce l’importanza attribuita allo svago e alla socialità. Cresce invece, soprattutto tra gli ultra 85enni, la percezione del tempo libero come tempo “vuoto” legato alla solitudine.