Rapporto Censis

Anche nel Nordovest i musei stanno cambiando pelle

Il Nordovest è uno dei laboratori più interessanti del Paese per questa grande novità: non più solo conservazione dei beni ma esperienza culturale.

Anche nel Nordovest i musei stanno cambiando pelle

I musei italiani stanno cambiando pelle: non più soltanto luoghi della conservazione del patrimonio, ma spazi di esperienza, inclusione e partecipazione sociale. E’ questa una delle principali indicazioni che emerge dal nuovo rapporto Censis «Musei di vetro. Il nuovo rapporto degli italiani con i luoghi della cultura», che fotografa una trasformazione profonda del rapporto tra cittadini e istituzioni culturali. Un cambiamento che trova nel Nordovest, e in particolare in Lombardia, Piemonte e Liguria, uno dei laboratori più interessanti del Paese.

Secondo il rapporto, la funzione tradizionale del museo resta centrale per gli italiani: il 43,1% degli intervistati individua nella conservazione del patrimonio la missione principale dei luoghi della cultura. Tuttavia cresce il peso della dimensione esperienziale, soprattutto tra i giovani, che chiedono spazi capaci di offrire occasioni di socialità, benessere e coinvolgimento.

Lombardia, una rete museale diffusa e sempre più integrata

Con 401 musei e istituti similari censiti, la Lombardia rappresenta il 9,1% dell’intero patrimonio museale nazionale, collocandosi tra le regioni con la maggiore offerta culturale italiana. La forza del sistema lombardo non risiede soltanto nei grandi attrattori internazionali di Milano, ma soprattutto nella capillarità delle strutture presenti sul territorio. La Regione ha sviluppato negli anni un sistema di riconoscimento che coinvolge oltre 200 musei non statali e promuove reti territoriali capaci di condividere servizi, competenze e strategie di valorizzazione. I numeri confermano la vitalità del comparto: nel 2024 i musei riconosciuti dalla Regione Lombardia hanno registrato oltre 9,5 milioni di visitatori. Un dato che testimonia come il museo sia sempre più percepito come luogo di esperienza culturale e non soltanto di visita occasionale. Anche iniziative come l’Abbonamento Musei Lombardia contribuiscono a rafforzare la fidelizzazione del pubblico, favorendo una frequentazione continuativa e una maggiore partecipazione alla vita culturale dei territori.

Piemonte, il modello delle reti culturali

Se la Lombardia eccelle per dimensione e diffusione, il Piemonte si distingue per la capacità di costruire reti culturali integrate. Con 358 musei, pari all’8,1% del totale nazionale, la regione ha sviluppato uno dei sistemi più avanzati di collaborazione tra istituzioni culturali. L’esperienza dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte, studiata anche in ambito accademico come modello di analisi delle reti museali, ha dimostrato come la connessione tra strutture diverse possa generare nuove forme di fruizione culturale e ampliare la partecipazione dei cittadini. A Torino e nell’area metropolitana si è consolidata una vera e propria comunità di visitatori abituali. Non a caso, sui social e nelle comunità online emergono sempre più frequentemente iniziative spontanee di gruppi che organizzano visite collettive nei musei, segnale di una fruizione che diventa occasione di incontro e costruzione di relazioni.

Torino possiede il singolo museo più visitato del Nordovest (Museo Egizio con oltre 1,03 milioni di visitatori nel 2024), mentre Milano concentra il sistema museale più grande e frequentato dell’area, grazie al peso combinato di Brera, Cenacolo, Castello Sforzesco, Museo del Novecento e delle grandi istituzioni culturali cittadine.

Liguria, il patrimonio culturale come leva territoriale

Con 165 musei e istituti similari, pari al 3,7% del totale italiano, la Liguria presenta numeri più contenuti rispetto alle due regioni confinanti, ma dispone di un patrimonio culturale fortemente intrecciato con la propria identità territoriale. La conformazione geografica della regione, caratterizzata da una rete di città costiere e centri storici diffusi, favorisce una distribuzione policentrica delle strutture culturali. In questo contesto, i musei svolgono un ruolo strategico non soltanto sul piano culturale, ma anche turistico ed economico. In una regione dove turismo e cultura sono strettamente collegati, la crescita della partecipazione culturale può rappresentare un importante fattore di sviluppo locale.

La sfida del futuro

Il rapporto Censis evidenzia come il museo contemporaneo sia chiamato a superare il modello tradizionale della semplice esposizione. Accessibilità, inclusione, sostenibilità e coinvolgimento delle comunità diventano parole chiave per il futuro del settore. Lombardia, Piemonte e Liguria partono da posizioni differenti ma condividono una stessa sfida: trasformare la ricchezza del patrimonio culturale in una relazione stabile con i cittadini. In un Paese che conta oltre 4.400 musei e istituti culturali, il successo non si misurerà più soltanto nel numero di visitatori, ma nella capacità di costruire un vero e proprio “commitment culturale”, come lo definisce il Censis: una partecipazione continuativa, consapevole e radicata nella vita delle comunità.