Il 2025 segna una svolta per gli incassi derivanti dalle multe per eccesso di velocità nelle principali città italiane. Secondo l’analisi del Codacons, i proventi da autovelox registrano una contrazione complessiva dell’8,9% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 56,5 milioni di euro. Dietro il dato nazionale si nascondono però dinamiche territoriali molto diverse, soprattutto nel Nordovest, dove Lombardia, Piemonte e Liguria mostrano andamenti profondamente divergenti. A fare notizia è innanzitutto il brusco rallentamento di Milano e Torino, due tra i principali centri urbani del Paese, mentre Genova emerge come una delle poche grandi città che ha incrementato sensibilmente gli introiti derivanti dal controllo elettronico della velocità.
Milano perde oltre un terzo degli incassi
Nel capoluogo lombardo gli introiti da autovelox passano da 10,6 milioni di euro nel 2024 a 6,9 milioni nel 2025, con una diminuzione del 34,8%. Nonostante il calo, Milano mantiene la terza posizione nella graduatoria nazionale, alle spalle di Firenze e Bologna, confermandosi una delle città che maggiormente ricorrono agli strumenti di rilevazione automatica delle infrazioni. La contrazione appare tuttavia significativa sia in termini assoluti sia dal punto di vista della programmazione finanziaria dell’ente locale. La riduzione supera, infatti i 3,5 milioni di euro in un solo anno, un dato che riflette il mutato contesto normativo e giurisprudenziale che ha caratterizzato il settore negli ultimi mesi. Il fenomeno non riguarda esclusivamente Milano ma si inserisce in una tendenza più ampia che interessa numerose amministrazioni locali, chiamate a confrontarsi con regole più stringenti sull’installazione e sull’utilizzo degli autovelox e con una crescente attenzione alla corretta omologazione dei dispositivi.
Torino tra le città che registrano il crollo più marcato
Se Milano perde oltre un terzo degli introiti, Torino registra una flessione ancora più accentuata. Nel capoluogo piemontese gli incassi scendono da 2,66 milioni a 1,39 milioni di euro, con un calo del 47,7%. Si tratta di una delle riduzioni più consistenti rilevate tra le grandi città italiane. In termini assoluti, Torino perde circa 1,27 milioni di euro rispetto al 2024, arretrando nella classifica nazionale dei Comuni che ottengono maggiori entrate attraverso i controlli automatici della velocità. Il dato assume particolare rilevanza considerando il ruolo che le sanzioni stradali svolgono nei bilanci comunali. Pur non rappresentando una voce strutturale delle entrate correnti, i proventi derivanti dalle multe contribuiscono al finanziamento di interventi legati alla sicurezza stradale, alla manutenzione della rete viaria e alla mobilità urbana. Per Torino il 2025 rappresenta, dunque, un anno di forte ridimensionamento, che potrebbe riflettersi sulle future strategie di controllo del traffico e sulla pianificazione delle risorse destinate alla sicurezza sulle strade cittadine.
Genova in controtendenza: +54% in un anno
Lo scenario cambia radicalmente spostandosi in Liguria. Genova registra, infatti, una crescita del 54% degli incassi da autovelox, raggiungendo quota 4,8 milioni di euro nel 2025. L’incremento consente al capoluogo ligure di collocarsi ai vertici della graduatoria nazionale degli incrementi. In un contesto generale caratterizzato da una contrazione delle entrate, il risultato ottenuto da Genova appare particolarmente significativo. La crescita suggerisce una maggiore efficacia del sistema di controllo oppure una diversa distribuzione dei dispositivi sul territorio urbano e sulle principali direttrici di traffico. In ogni caso, il dato ligure evidenzia come l’impatto delle nuove regole non sia stato uniforme e come le strategie adottate dalle singole amministrazioni abbiano inciso in maniera determinante sui risultati finali.
L’effetto delle nuove regole sugli autovelox
Alla base della riduzione degli introiti registrata in gran parte d’Italia vi sono diversi fattori. Il Codacons individua tra le principali cause le nuove disposizioni che disciplinano l’utilizzo degli autovelox e le numerose pronunce giurisprudenziali che hanno interessato il tema dell’omologazione degli apparecchi. Negli ultimi mesi il dibattito si è concentrato soprattutto sulla distinzione tra dispositivi approvati e dispositivi omologati, una questione che ha alimentato ricorsi e contestazioni da parte degli automobilisti. In molti casi i Comuni hanno scelto di sospendere o limitare l’utilizzo di alcuni impianti in attesa di chiarimenti normativi e amministrativi.
Si spera che possa aver inciso su questa riduzione degli introiti anche una maggiore disciplina e un rispetto delle regole da parte di chi guida.
L’effetto combinato delle nuove regole e dell’incertezza giuridica sembra aver prodotto un ridimensionamento delle entrate nelle principali città italiane, anche se con intensità differenti da territorio a territorio.
Vedremo cosa succederà ora, dopo che il ministero dei Trasporti nei giorni scorsi ha emanato il decreto sulle procedure di omologazione di autovelox e altri strumenti di rilevazione degli eccessi di velocità.