I dati dell’Osservatorio Pedoni Asaps-Sapidata confermano una situazione particolarmente critica per la sicurezza dei pedoni nel Nordovest: dall’inizio del 2026 al 31 maggio si contano infatti 53 decessi tra Lombardia, Piemonte e Liguria, pari a oltre il 30% delle 175 vittime registrate complessivamente sul territorio nazionale.
L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio evidenzia un incremento preoccupante della mortalità pedonale in Italia: nei primi cinque mesi del 2026 i decessi sono aumentati del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 147 a 175 vittime. A guidare la classifica è la Lombardia con 25 pedoni deceduti, seguita dal Piemonte con 19 vittime e dalla Liguria con 9. Le tre regioni del Nordovest occupano dunque stabilmente le posizioni più alte della graduatoria nazionale, confermando una criticità che richiede interventi urgenti sul fronte della sicurezza urbana e della tutela degli utenti vulnerabili della strada. Particolarmente significativo il dato piemontese. Già alla fine di aprile il Piemonte aveva registrato 17 decessi, collocandosi ai vertici nazionali insieme alla Lombardia. Nel corso di maggio il bilancio è peggiorato fino a raggiungere quota 19 vittime.
L’analisi dei dati nazionali mostra inoltre come gli anziani continuino a rappresentare la categoria più esposta. Degli attuali 175 pedoni morti, ben 85 avevano più di 65 anni, quasi la metà del totale. Preoccupano anche le modalità degli incidenti. Dal primo gennaio, 83 investimenti mortali sono avvenuti sulle strisce pedonali, mentre si contano già 17 episodi di pirateria stradale con conducenti fuggiti dopo aver investito il pedone.
I numeri del Nordovest assumono un peso ancora maggiore se confrontati con il quadro nazionale. Lombardia, Piemonte e Liguria insieme superano infatti il totale registrato da molte macro-aree del Paese e rappresentano una delle zone più critiche per la mobilità pedonale.