Le imprese lombarde sono pronte ad aumentare gli stipendi, investire nell’intelligenza artificiale e rafforzare le politiche di welfare. Ma la vera emergenza resta trovare persone con le competenze necessarie per sostenere la crescita. E’ questa la fotografia che emerge dal rapporto «I numeri per le Risorse Umane – Lombardia 2026» di Confindustria Lombardia, che ha coinvolto 763 aziende per un totale di oltre 155mila dipendenti.
Lo scenario che emerge è quello di un mercato del lavoro in profonda trasformazione, nel quale la gestione del capitale umano è diventata una delle principali leve di competitività.
Stipendi in crescita oltre l’inflazione
Tra i segnali più rilevanti vi è la dinamica retributiva. Le aziende lombarde prevedono per il 2026 aumenti medi delle retribuzioni pari al 3,3%, un valore superiore alle stime di crescita delle retribuzioni nell’economia italiana elaborate dal Centro Studi Confindustria. Gli incrementi maggiori riguarderanno gli impiegati (+3,5%), seguiti da dirigenti e quadri (+3,2%) e operai (+3,1%). Un dato che conferma la volontà delle imprese di mantenere attrattive le professionalità più richieste dal mercato. Nonostante ciò, soltanto il 40% delle aziende dichiara di avere una politica retributiva formalizzata. La quota sale però al 62% nelle grandi imprese, mentre scende al 15% nelle realtà con meno di 25 dipendenti, evidenziando un forte divario organizzativo tra le diverse dimensioni aziendali.
La carenza di personale frena la crescita
La questione centrale rimane però quella del ricambio generazionale. L’invecchiamento della popolazione e il progressivo restringimento della platea di giovani lavoratori stanno rendendo sempre più complessa la sostituzione delle competenze in uscita. Le aziende segnalano crescenti difficoltà nel reperire figure tecniche specializzate e professionalità ad alta qualificazione. Una situazione che interessa soprattutto il manifatturiero, settore che continua a rappresentare una componente fondamentale dell’economia regionale. Per questo motivo cresce l’attenzione verso politiche di age management, programmi di trasferimento delle competenze e iniziative rivolte sia agli under 30 sia ai lavoratori senior.
Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle strategie aziendali. Dopo il primo monitoraggio realizzato nel 2025, il rapporto conferma un interesse crescente verso gli strumenti di IA applicati ai processi aziendali e alle funzioni HR. Le aziende stanno sperimentando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella selezione del personale, nell’analisi dei dati organizzativi e nelle attività amministrative. Tuttavia, il percorso è ancora in evoluzione e richiede investimenti significativi in formazione e aggiornamento delle competenze. Più che una sostituzione del lavoro umano, l’IA viene interpretata come uno strumento destinato ad aumentare produttività ed efficienza.
Welfare e smart working restano attrattivi
Accanto alle retribuzioni, welfare aziendale e flessibilità organizzativa continuano a rappresentare strumenti decisivi per attrarre e trattenere talenti. Lo smart working si conferma una modalità ormai consolidata, soprattutto nelle attività impiegatizie e nei servizi ad alta intensità di conoscenza. Parallelamente, le imprese rafforzano i programmi di welfare che includono assistenza sanitaria integrativa, sostegno alle famiglie, formazione e servizi dedicati al benessere dei dipendenti. L’obiettivo è migliorare la retention in un mercato del lavoro sempre più competitivo.
Il capitale umano è fattore strategico
La conclusione del rapporto è chiara: la competitività delle imprese lombarde dipenderà sempre meno dalla disponibilità di manodopera e sempre più dalla capacità di attrarre, sviluppare e valorizzare competenze. In un contesto caratterizzato da inverno demografico, innovazione tecnologica e crescente competizione per i talenti, il capitale umano si conferma la risorsa più preziosa per sostenere la crescita del sistema produttivo regionale. E la sfida dei prossimi anni non sarà soltanto creare nuovi posti di lavoro, ma trovare le persone in grado di occuparli.