Il personaggio

Lavorare con il mare? Per Luca Valentini il sogno è realizzato

Luca Valentini è direttore commerciale MSC Crociere: un segmento di turismo apprezzato e in continua crescita. Incremento della flotta e nuovi itinerari per ampliare il target.

Lavorare con il mare? Per Luca Valentini il sogno è realizzato

Ha sempre pensato che il mare fosse la sua vita. Luca Valentini, classe 1978, è direttore commerciale di MSC Crociere.

Secondo le stime di Clia (Cruise Lines International Association), il 2025 si è chiuso raggiungendo il nuovo record di oltre 37,1 milioni di crocieristi a livello globale (+4% sul 2024 che ne ha contati 34,6 milioni). La crescita non è solo numerica, ma anche qualitativa: oltre l’80% di chi ha già vissuto una crociera dichiara l’intenzione di tornare a bordo; il 66% tra chi non ha mai provato questo tipo di vacanza è interessato a sperimentarla. Quali le ragioni di questo successo?

«Le navi hanno dato risposte puntuali e precise alle vacanze di tantissimi target diversi. L’immaginario, legato a ospiti sposi in viaggio di nozze o anziani, si è ampliato a famiglie, coppie, giovani, aziende. Questo ha permesso uno sviluppo del settore. Accanto, la certezza che la crociera sia il modo più sicuro per fruire di una vacanza».

In uno scenario geopolitico complesso, la crociera, quindi, può essere la scelta sicura?

«Assolutamente. Se, per cause geopolitiche, ci sono aree non praticabili, una crociera ha la possibilità di variare itinerario. Il viaggio deve essere il più sicuro possibile, prima di tutto per i nostri equipaggi cioè circa mille persone per ogni nave: la sicurezza di chi vive e lavora su una nave è collegata in modo imprescindibile con la sicurezza dei passeggeri».

La flotta mondiale delle navi da crociera delle compagnie associate a Clia supera oggi le 310 navi (vengono conteggiate in questo calcolo solo le cosiddette “navi ocean-going”), con un aumento della capacità complessiva registrato anche nel 2024. Questi numeri confermano che le crociere non sono solo una nicchia di turismo, ma un segmento consolidato?

«Un segmento importante per il turismo, con dati che confermano sia la curiosità da parte di una nuova fetta di mercato e quindi di nuovi passeggeri, sia la conferma da parte di chi ha già sperimentato una crociera e vuole ripartire. Questo ci permette di guardare al futuro con tranquillità e di lavorare, come MSC, al nostro grande Piano industriale e di confermare che ci sono margini di sviluppo; sviluppo che passa dalla passione e dalla capacità di saper leggere il mercato».

Come è composta la vostra flotta? Ci sono novità in vista?

«Al momento la nostra flotta è composta da 23 navi; nel 2035 saranno 35. A dicembre 2026 vareremo la MSC World Asia, un’Ammiraglia che aumenterà i posti letto nel Mediterraneo, lavorando soprattutto in inverno».

Come si decidono i nomi delle navi? Debbono essere sempre femminili?

«La tradizione della marineria li vuole al femminile, ma MSC pur essendo il terzo operatore al mondo per crociere e il primo per traffico di merci in contenitori (navi cargo) è un’azienda di famiglia ed è la famiglia che decide, in autonomia, i nomi. Per la stessa autonomia, è stato inserito il colore verde che la tradizione non voleva. Le navi sono luoghi di vacanza per tantissime persone ma sono anche luoghi di quotidianità per gli equipaggi: una famiglia, una piccola comunità che può essere esempio. Ci sono 50 nazionalità diverse, religioni diverse, ma tutti lavorano, con rispetto, per raggiungere un unico obiettivo».

Quali i punti forti di una vacanza in crociera?

«Tre i pilastri: la grande attenzione all’ospitalità e quindi alla gastronomia, all’intrattenimento e la bellezza di poter conoscere le località, con alcune destinazioni che vengono quasi “create” rispettando le richieste dei crocieristi».

Quali le rotte più scelte?

«La maggior parte dei nostri passeggeri sceglie il Mediterraneo, quindi una vacanza di prossimità, che tocca luoghi iconici e che ha ben 13 porti in Italia, poi i Caraibi e poi il Nord Europa con 7 voli settimanali che ne incrementano l’accessibilità».

Quali le nuove rotte?

«Abbiamo inserito l’Alaska, un itinerario mozzafiato immerso nella natura, con partenza da Seattle e possibilità di volo diretto dall’Italia; un modo per conoscere anche posti lontani e di solito poco accessibili. Con MSC Poesia abbiamo anche sviluppato l’esperienza Yacht club, un servizio personalizzato e unico, in ambienti raffinati, già presente nelle altre navi in fase di costruzione e ora inserita anche sulle altre. Rafforzeremo, poi, gli itinerari nelle Antille. La ricerca di nuove rotte, e quindi di nuove proposte per allargare il nostro target, è costante».

La sua prima crociera?

«Ero giovanissimo, lavoravo già per MSC e ho scelto, con mia mamma, una crociera che partiva da Genova e toccava Spagna e Marocco: un itinerario che non abbiamo più. Un bellissimo momento anche grazie al calore della famiglia».

Quella che non ha ancora fatto e sogna da tempo?

«Alaska, Antille, Giappone… Viene forse naturale pensare alle mete più lontane ma credo anche che condividere la quotidianità di una crociera con le persone più care sia la vera crociera da sogno».

Il suo posto preferito su una nave MSC?

«Senza dubbio lo Yatch club perché permette di vivere l’esperienza della nave in modo completo».

Incontri particolari?

«Il mare lega emozioni, sentimenti, unisce popoli. A bordo è facile incontrare un ragazzo che ti dice “non pensavo di divertirmi così”, ma anche una famiglia arrivata alla sua ottava crociera annuale. Tutti i freddi numeri delle statistiche di cui parlavamo si trasformano in storie».

Come è arrivato all’attuale ruolo in MSC?

«La mia famiglia è legata al mondo marinaresco e fin da piccolo ho visto nel mare un luogo straordinario e il mio percorso di vita. Ho studiato, poi, Economia Marittima a Napoli e sono stato chiamato da MSC: ho iniziato giovanissimo come agente di centralino. Faccio il lavoro che volevo. Per raggiungere un obiettivo è indispensabile studiare e impegnarsi».

Quali sono gli obiettivi e i progetti futuri?

«Lavoro sul Piano industriale per incrementare le destinazioni e il target di chi sceglie la crociera come vacanza ideale, mettendo a fattor comune anche le esperienze maturate. Fino a 20 anni fa, per esempio, non pensavamo certo di poter avere le gite scolastiche come target, oggi sì. Abbiamo migliaia di ragazzi che viaggiano con noi. Questo sfata anche il pregiudizio sui costi: sviluppando il turismo sui 12 mesi si possono avere prezzi più bassi rispetto all’alta stagione».

Chi vorrebbe quale ospite di una crociera MSC?

«Non una persona nello specifico, ma tutti coloro che dopo un duro anno di lavoro, problemi e stress, riescono a ritagliarsi una settimana di vera serenità per ricaricarsi le batterie e stare bene».

Come si coniuga la crescita del settore con le esigenze ambientali?

«Ormai il concetto di overtourism è abusato: le crociere sono quanto di più lontano esista. Noi comunichiamo con anni di anticipo la data di arrivo in una località e il flusso turistico che arriverà. Overtourism significa invasione inaspettata. Certo, i territori debbono avere un tessuto capace di sostenere il turismo e di far vivere al meglio l’esperienza di conoscenza di chi sbarca, altrimenti nessuno tornerà in quei posti. Di sicuro paghiamo lo scotto di essere grandi e di avere un certo impatto visivo, ma siamo giganti buoni».

MSC fa parte di un grande gruppo: vantaggio? sicurezza?

«Essere parte di un gruppo che ha GNV, SNAV e quasi mille navi cargo ci rende una garanzia nel mondo della marineria, sia per sicurezza sia per esperienza di luoghi e di economia. MSC Foundation, inoltre, dà anche vita alla componente più romantica dell’amore nei confronti del mare, dell’ambiente e del sociale. Poi il gruppo è anche molto altro con Italo e quindi il trasporto ferroviario, per esempio».

Immagino le piaccia viaggiare, altre passioni o altri hobby?

«Il lavoro è una grande componente della vita ma se penso al tempo libero penso comunque al mare e vado in barca a vela… che vuol dire lavorare sulla barca».