Blue Book 2026

Il sistema idrico è da rinnovare

Modelli differenti di gestione nelle tre regioni del Nordovest e stessa urgenza: sono necessari maggiori investimenti infrastrutturali legati alla crisi climatica.

Il sistema idrico è da rinnovare

Il sistema idrico del Nordovest si trova in una fase cruciale. Piemonte, Lombardia e Liguria rappresentano tre modelli differenti di gestione del servizio idrico integrato, accomunati però da una stessa urgenza: affrontare gli effetti della crisi climatica e accelerare gli investimenti infrastrutturali.

Il quadro emerge con chiarezza dal Blue Book 2026, il rapporto annuale promosso da Fondazione Utilitatis e Utilitalia, che fotografa lo stato del servizio idrico integrato italiano e individua le principali criticità del settore.

Il documento evidenzia come il cambiamento climatico, l’aumento dello stress idrico e l’invecchiamento delle reti stiano imponendo una revisione profonda delle politiche di gestione dell’acqua. Nel Nord Italia la situazione appare mediamente più avanzata rispetto ad altre aree del Paese, ma persistono differenze territoriali significative.

Lombardia: il modello più industrializzato

Tra le tre regioni, la Lombardia rappresenta il sistema più strutturato e industrializzato. Il servizio idrico integrato è organizzato in 12 Ambiti Territoriali Ottimali (Ato), corrispondenti alle province e alla Città Metropolitana di Milano, con un modello di governance ormai consolidato. La Regione ha sviluppato negli anni una forte capacità programmatoria, puntando su investimenti infrastrutturali, pianificazione d’ambito e aggregazione gestionale. Il Blue Book sottolinea come proprio la gestione industriale consenta migliori performance in termini di qualità del servizio, continuità degli investimenti e capacità di accesso ai finanziamenti. Nonostante ciò, anche la Lombardia presenta ancora elementi di frammentazione. Nel rapporto vengono censiti 20 comuni che mantengono gestioni “in economia”, coinvolgendo oltre 26mila abitanti. Si tratta di numeri limitati rispetto al quadro nazionale, ma che testimoniano come il processo di piena integrazione del servizio non sia ancora completato.

La sfida principale per la regione riguarda oggi la resilienza climatica. Siccità sempre più frequenti, riduzione delle portate dei grandi laghi e pressione crescente sulla risorsa idrica impongono un rafforzamento delle infrastrutture e una riduzione delle perdite di rete.

Piemonte: governance avanzata ma territorio complesso

Il Piemonte presenta un quadro articolato, influenzato dalla forte presenza di aree montane e piccoli comuni. La Regione dispone di un sistema di monitoraggio storico attraverso l’Osservatorio dei Servizi Idrici Integrati, che raccoglie dati su acquedotti, depurazione e organizzazione del servizio. Il Blue Book 2026 evidenzia, però, come il Piemonte continui a registrare una quota significativa di gestioni salvaguardate o “in economia”: 44 comuni, quasi tutti sotto i mille abitanti, per una popolazione di circa 15mila residenti.

Questo dato riflette la complessità geografica e amministrativa del territorio piemontese. Le aree alpine e collinari rendono infatti più difficile l’unificazione gestionale e l’adeguamento infrastrutturale. In molti casi, piccoli comuni continuano a gestire direttamente il servizio idrico, con limitata capacità di investimento. Tuttavia, il Piemonte è anche una delle regioni che negli ultimi anni ha investito maggiormente nel rafforzamento della pianificazione d’ambito e nella digitalizzazione del monitoraggio delle reti. Le prospettive future dipenderanno dalla capacità di consolidare le gestioni e intercettare nuove risorse finanziarie nel periodo post-Pnrr.

Liguria: criticità infrastrutturali e fragilità territoriale

La Liguria rappresenta probabilmente il territorio più fragile dal punto di vista infrastrutturale. La conformazione geografica stretta tra mare e montagna, unita all’elevata urbanizzazione costiera, rende particolarmente complessa la gestione della risorsa idrica.

Secondo il Blue Book 2026, la regione conta ancora 26 comuni in gestione “in economia”, tutti con popolazione inferiore ai mille abitanti. Il rapporto segnala inoltre la presenza, insieme a Piemonte e Lombardia, di alcune situazioni in cui il servizio viene ancora gestito senza un titolo pienamente conforme alla normativa vigente, evidenziando la necessità di accelerare il riassetto del settore. La Liguria deve affrontare più criticità: scarsità di risorsa nei mesi estivi, reti idriche datate, forte dispersione dell’acqua e vulnerabilità idrogeologica. Il cambiamento climatico sta amplificando queste problematiche, alternando lunghi periodi di siccità a eventi meteorologici estremi. In questo contesto, il Blue Book richiama la necessità di rafforzare gli investimenti nella sicurezza idrica, nella depurazione e nel riuso delle acque reflue, considerati strumenti essenziali per garantire sostenibilità nel medio periodo.

Investimenti e governance

Uno degli elementi centrali del Blue Book 2026 riguarda il tema degli investimenti. A livello nazionale il settore idrico sta registrando una crescita della spesa infrastrutturale, con una media di circa 90 euro per abitante all’anno nel periodo 2021-2029. Tuttavia, il rapporto avverte che la conclusione della stagione del Pnrr apre una fase delicata. Per mantenere il ritmo degli investimenti sarà necessario garantire maggiore stabilità regolatoria e nuove forme di finanziamento pubblico. Per Piemonte, Lombardia e Liguria la sfida non riguarda soltanto il rinnovo delle reti, ma anche la costruzione di un modello di governance capace di integrare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sicurezza territoriale. Il prossimo decennio sarà determinante. Secondo Utilitatis, quasi metà della popolazione italiana sarà interessata da rinnovi o nuove procedure di affidamento del servizio idrico. Una trasformazione che potrebbe ridefinire gli equilibri del settore e accelerare il superamento delle gestioni frammentate. Nel Nordovest, dove il tema dell’acqua è ormai strettamente legato alla competitività economica e alla resilienza climatica, il servizio idrico integrato è destinato a diventare sempre più una questione strategica.