L'indagine di Altroconsumo

Ad Alassio il mare è più salato: tra le località balneari indagate da Altroconsumo è la più cara

Nel periodo preso in esame, il costo medio di un ombrellone è di 238 euro per una settimana in prima fila. Man mano che l’acqua si allontana, scende il costo: in seconda fila è 229 euro, in terza 219 euro e dalla quarta fila in poi, 210 euro.

Ad Alassio il mare è più salato: tra le località balneari indagate da Altroconsumo è la più cara

E’ Alassio la località balneare dove il mare costa di più in assoluto tra quelle indagate. Con un costo di 368 euro a settimana per un posto nella prima fila di ombrelloni in spiaggia, la notissima cittadina della riviera ligure di Ponente è risultata in testa alla classifica stilata da Altroconsumo per le spiagge più care nel 2026. Gli esperti hanno contattato telefonicamente e in modo anonimo gli stabilimenti balneari di 10 località marittime italiane, chiedendo disponibilità e prezzi – proprio come farebbe qualunque privato – per la settimana dal 2 al 9 agosto, e il centro ligure è risultato il più caro in assoluto. Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio sono le 10 località considerate dall’inchiesta dell’associazione:

«Abbiamo raccolto in totale le tariffe di 222 stabilimenti balneari. Il risultato? I costi sono aumentati del 24% negli ultimi 5 anni e rispetto al 2025 la crescita è stata del 6%, ma in alcune località, come Taormina e Giardini Naxos, quest’anno l’aumento arriva a un +16%, il dato più alto rilevato. Elevati gli aumenti anche ad Alghero (14%) e Gallipoli (10%). Alassio risulta la città dove il mare costa di più (368 euro per la prima fila di ombrelloni), mentre Lignano è la più economica con un prezzo settimanale di 164 euro. In altri casi i rincari sono tra il 2 e il 7%».

Nel periodo preso in esame, il costo medio di un ombrellone è di 238 euro per una settimana in prima fila. Man mano che l’acqua si allontana, scende il costo: in seconda fila è 229 euro, in terza 219 euro e dalla quarta fila in poi, 210 euro.

Il diritto alle spiagge libere e l’esempio di Spotorno

L’inchiesta evidenzia il diritto alle spiagge libere, che non sempre è garantito, e cita come esempio virtuoso quello del Comune di Spotorno, sempre dal Ponente Ligure:

«Il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, ha rivoluzionato il modello turistico della sua cittadina aumentando la quota di spiagge libere garantita ai turisti, di fatto applicando la legge: “La spiaggia libera – spiega il sindaco – non deve essere una zona marginale, ma deve essere una zona centrale di pari dignità rispetto agli stabilimenti balneari. Per poter essere dignitosa deve offrire servizi minimi gratuiti, che sono in sostanza la pulizia, il servizio di salvataggio, la doccia fredda e i bagni. Noi li offriamo senza costo per la collettività perché nelle spiagge libere abbiamo previsto la presenza di chioschi in concessione che genereranno una loro economia e saranno in grado di coprire i costi di questi servizi”».