Le imprese del Nordovest nel corso del 2025 hanno importato merci e servizi per un valore totale di oltre 5 miliardi di euro dalla Turchia. Le imprese delle nostre regioni sono leader in questo mercato, visto che il totale nazionale di importazioni nello stesso anno dalla Mezzaluna ammonta a 12 miliardi di euro. Di più: dei 5 miliardi importati dalle imprese del Nordovest, più di un terzo (il 38%, 1,8 miliardi) è assorbito solo dalle attività presenti nella provincia di Milano. Segue nel podio delle province, quella di Torino, con 648 milioni di euro, a una distanza notevole. Al terzo posto segue a non poca distanza la provincia di Bergamo, con 368 milioni di euro.

In 5 anni nel Nordovest le importazioni sono cresciute di 1,5 miliardi
Nelle 4 regioni del Nordovest si è registrato un netto incremento delle merci importate. Nel 2020 infatti, anno in cui la pandemia ha bloccato tutto il pianeta, il totale delle merci importate in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria è stato di 3,5 miliardi di euro. Il dato negli anni successivi è cresciuto fino ad arrivare ai 5,7 miliardi del 2022. Da lì ha subito una brusca marcia indietro, scendendo a 4,6 miliardi di euro nel 2023. Nel 2024 e nel 2025 i livelli sono tornati a crescere.
L’incontro in collaborazione tra Unioncamere, Invest in Türkiye e SIMEST
I dati raccolti sono stati forniti dal Sistema camerale italiano di Unioncamere, che ha organizzato un incontro al Centro Culturale Turco – Yunus Emre Enstitüsü di Roma per far conoscere le possibilità commerciali con la Turchia per le imprese italiane. «La Turchia – spiegano in un comunicato congiunto diramato dopo l’incontro del 28 maggio – si conferma un partner strategico per l’economia italiana ed è inserita tra i mercati emergenti e ad alto potenziale del Piano di azione per l’export della Farnesina. La posizione geografica del Paese, il ruolo di ponte tra Europa, Asia e Medio Oriente e la presenza di filiere industriali dinamiche rendono il mercato turco un interlocutore di particolare interesse per le imprese italiane, sia in chiave commerciale sia in termini di collaborazione produttiva e tecnologica.
Le previsioni rosee per il futuro
I rapporti tra i due Paesi sono floridi e in continuo sviluppo. Tanto che per l’anno in corso si calcola il superamento di un record, con un saldo tra import ed export favorevole per il nostro Paese.
«L’interscambio Italia-Turchia – continuano nel comunicato – è atteso in progressivo rafforzamento nel triennio 2026-2028, con un valore complessivo stimato in aumento da 26,4 a 27,8 miliardi di euro e un saldo commerciale favorevole all’Italia mantenuto su livelli positivi (picco stimato di 1,20 miliardi nel 2026)».
Per Unioncamere l’incontro nella Capitale si inserisce nel percorso di rafforzamento della cooperazione interistituzionale con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con gli altri attori del sistema Italia per l’internazionalizzazione, per far conoscere alle imprese italiane – con il supporto della propria rete delle Camere di commercio italiane all’estero coordinata da Assocamerestero e dell’Agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale Promos Italia – le potenzialità del mercato turco con una serie di servizi di informazione, formazione, orientamento e accompagnamento sui mercati esteri.