Lo studio condotto dall’Università degli Studi di Torino nell’ambito del progetto europeo Epic mostra come siano cambiate, nell’arco di trent’anni, le abitudini e le condizioni di salute dei torinesi coinvolti nella ricerca. Tra il 1993 e il 1998 furono reclutati oltre 10mila volontari torinesi, parte di una grande indagine europea dedicata agli stili di vita e alla salute. Oggi 757 di quei partecipanti (8.260 sono ancora vivi) sono stati richiamati per nuove valutazioni, permettendo ai ricercatori di confrontare i dati raccolti allora con quelli attuali e di osservare gli effetti dell’invecchiamento.
Dai risultati emerge un netto miglioramento di alcuni comportamenti legati alla salute. Il numero dei fumatori si è più che dimezzato, passando dal 21,7% al 9,1%. Secondo i ricercatori, questo cambiamento è dovuto sia alle campagne di sensibilizzazione sia agli effetti della Legge Sirchia, che ha modificato profondamente l’atteggiamento verso il fumo. Anche il consumo di alcol è diminuito: oggi cresce il numero di persone che dichiarano di non bere affatto, segno di una maggiore attenzione ai rischi per la salute.
Accanto a questi aspetti positivi, però, lo studio mette in evidenza nuove criticità. In particolare è aumentato in modo significativo il numero delle persone in sovrappeso, passato dal 38,1% al 60,6%. Inoltre, il 15% dei partecipanti ha avuto un tumore nel corso degli anni di osservazione. I ricercatori hanno anche rilevato i primi segnali di fragilità legati all’età: gli over 70 mostrano una minore forza fisica e tempi più lenti nei movimenti quotidiani.
Sul piano psicologico, invece, le donne riferiscono una qualità del sonno peggiore e livelli di ansia più elevati rispetto agli uomini. Grazie alla lunga durata dello studio, gli studiosi possono comprendere meglio i fattori che influenzano l’invecchiamento e individuare strategie utili per migliorare prevenzione e qualità della vita.