L'osservatorio regionale

La manifattura lombarda è in crescita

«Il sistema produttivo lombardo continua a dimostrare solidità, ma le preoccupazioni degli imprenditori legate alle tensioni geopolitiche sono forti» ha dichiarato il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio.

La manifattura lombarda è in crescita

La manifattura lombarda apre il 2026 con dati ancora positivi, ma il clima di fiducia delle imprese peggiora sotto il peso delle tensioni internazionali, dell’aumento dei costi energetici e dell’incertezza sui mercati globali. E’ quanto emerge dall’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia relativo al primo trimestre dell’anno.

Nei primi tre mesi del 2026 la produzione industriale lombarda registra un incremento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, accompagnata da una crescita analoga del fatturato (+0,6%). A sostenere il comparto è soprattutto la domanda interna, con ordini in aumento dell’1,3%, mentre quelli esteri restano sostanzialmente stabili (+0,3%). Anche l’artigianato mantiene il segno positivo, sebbene con ritmi più contenuti: produzione a +0,3%, fatturato a +0,2% e ordini esteri in crescita dello 0,7%, mentre la domanda interna resta ferma (-0,1%).
Su base annua la crescita si conferma più marcata. La produzione industriale aumenta del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’artigianato segna un +2%. In aumento anche il fatturato: +2,8% per l’industria e +1,9% per le imprese artigiane. Il mercato internazionale continua a rappresentare un pilastro per il sistema produttivo lombardo. Quasi il 39% del fatturato industriale deriva infatti dall’export, che si mantiene su livelli record. Parallelamente si rafforza anche il mercato interno, con ordini in crescita del 3,2% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Più preoccupante il fronte dei costi. Tornano infatti a salire i prezzi delle materie prime, con aumenti del 3,7% nell’industria e del 6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente. Incrementi che non si registravano dall’inizio del 2023 e che alimentano le preoccupazioni degli imprenditori per i prossimi mesi.

Bene l’occupazione

Segnali incoraggianti arrivano dal mercato del lavoro. Nell’industria il saldo occupazionale torna positivo (+0,4%), grazie all’aumento delle assunzioni e alla riduzione delle uscite. Ancora migliore il dato dell’artigianato, dove il saldo raggiunge il +0,8%. Resta contenuto anche il ricorso alla cassa integrazione. Dal punto di vista settoriale, la crescita appare diffusa. Solo tre comparti industriali registrano una contrazione produttiva: gomma-plastica, minerali non metalliferi e abbigliamento. Le performance migliori si osservano invece nelle industrie varie, nei mezzi di trasporto, nel legno-arredo, nella siderurgia, nel comparto pelle-calzature e nella meccanica. Bene anche l’artigianato, trainato soprattutto da alimentare, tessile, carta-stampa e manifatture varie.

Le aspettative peggiorano

Nonostante i dati consuntivi positivi, le aspettative per i prossimi mesi peggiorano sensibilmente. Gli imprenditori guardano con crescente preoccupazione allo scenario internazionale, segnato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e rincari energetici. Nel comparto industriale i saldi previsionali diventano negativi per produzione (-4,7%), fatturato (-3,1%), domanda estera (-9%) e domanda interna (-11,4%). Solo l’occupazione mantiene aspettative positive (+2,9%). Ancora più marcato il pessimismo nell’artigianato, dove le attese negative superano il 20% per produzione, fatturato e mercato interno.

«Il sistema produttivo lombardo continua a dimostrare solidità, ma le preoccupazioni degli imprenditori legate alle tensioni geopolitiche sono forti» ha dichiarato il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio, sottolineando la necessità di sostenere competitività ed export delle micro, piccole e medie imprese. Sulla stessa linea anche l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che ha parlato di una competizione internazionale «sempre più aggressiva», chiedendo un cambio di approccio a livello europeo per difendere la competitività del sistema industriale. L’allarme energia arriva anche da Confindustria Lombardia. Il presidente Giuseppe Pasini ha evidenziato il peso crescente dei rincari delle commodity energetiche e delle materie prime, chiedendo maggiore autonomia strategica e investimenti infrastrutturali per rafforzare il sistema produttivo. Dal mondo artigiano, infine, il presidente di Unione Artigiani Lombardia, Stefano Fugazza, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà di accesso al credito, sull’aumento dei costi energetici e sulla carenza di manodopera qualificata, evidenziando la necessità di favorire il ricambio generazionale nelle imprese artigiane.