Dati Inail

La metà degli infortuni nelle aziende chimiche si verifica nel Nordovest

La Lombardia in testa alla classifica anche delle malattie professionali: da sola raccoglie quasi un quarto dei casi nazionali.

La metà degli infortuni nelle aziende chimiche si verifica nel Nordovest

Nel Nordovest si concentra il cuore dell’industria chimica italiana e forse anche per questo che si registra il 51% degli infortuni del settore, trainato soprattutto dalla forte presenza produttiva della Lombardia, che insieme all’Emilia-Romagna ospita oltre metà degli addetti nazionali.

Un comparto spesso poco visibile, ma centrale per l’economia: oltre 4.100 aziende e 114mila lavoratori nel 2023, con occupazione cresciuta del 4,5% negli ultimi cinque anni, meglio del manifatturiero nel suo complesso. Il 95% dei manufatti industriali contiene una componente chimica.

Nel 2024 gli infortuni denunciati sono tornati sopra quota 2mila (2.082 casi), avvicinandosi ai livelli pre Covid. Nonostante ciò, la chimica continua a mostrare indicatori di rischio inferiori rispetto alla media manifatturiera: meno incidenti e meno giornate perse per addetto.

Un dato distintivo riguarda però gli incidenti in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro, che rappresentano quasi un caso su quattro, quota più alta rispetto al resto dell’industria. Il profilo dell’infortunato tipo è maschile (83% dei casi), con età media di 42 anni.

Nel Nordovest si concentra la maggior parte degli addetti esposti al rischio, soprattutto negli impianti della chimica di base, della gomma e delle materie plastiche. Tra le donne prevalgono invece gli incidenti legati alle linee di confezionamento, con maggiore incidenza di cadute e scivolamenti.

Sul fronte delle malattie professionali, pur con numeri contenuti (186 denunce nel 2024), cresce la preoccupazione per i tumori professionali legati all’esposizione a sostanze chimiche, aumentati del 73% in un anno. Anche qui il Nord guida la classifica: la Lombardia da sola raccoglie quasi un quarto dei casi nazionali. La categoria più numerosa riguarda l’apparato osteomuscolare e il tessuto connettivo (58,1% dei casi nel 2024), riconducibile a posture scorrette e movimenti ripetitivi, soprattutto tra chi opera su macchinari e linee di confezionamento.

In forte aumento i tumori professionali, causati principalmente dall’esposizione a sostanze chimiche, metalli e polveri, che nel 2024 incidono per il 14% dei casi, con una crescita del 73,3% rispetto all’anno precedente e una prevalenza di mesoteliomi e tumori ai bronchi e ai polmoni.

Raddoppiate anche le patologie del sistema nervoso, per il 90% riconducibili alla sindrome del tunnel carpale. In calo invece le malattie respiratorie (-48,4%) e quelle dell’udito (-31,6%). L’82,3% delle denunce riguarda lavoratori di sesso maschile, con l’eccezione del comparto dei detergenti e cosmetici, dove la componente femminile raggiunge il 48,7%.