Con l’innovazione delle metodiche e le nuove scoperte avvenute in ambito odontoiatrico degli ultimi anni, non ci si limita più a vedere i denti solamente in senso estetico, bensì come pilastro fondamentale per la propria salute generale. Ne parliamo con il professore Mario R. Cappellin, docente di Implantologia di UniCamillus Medical University (Roma) e direttore delle omonime cliniche di Torino e Pinerolo che ha scritto diversi studi scientifici che hanno ribadito l’importanza di salvaguardare e ripristinare i denti mancanti.
Quali problemi può causare la perdita dei denti?
«Studi scientifici internazionali, tra cui uno pubblicato sull’International Journal of Dentistry, hanno rivelato una correlazione sorprendente tra la salute orale e l’aspettativa di vita: i pazienti che hanno perso tutti i denti e non ricorrono a riabilitazioni fisse mostrano una aspettativa di vita minore di 10 anni. L’edentulia, cioè la mancanza di denti, non è quindi solo un problema funzionale, ma incide profondamente sulla socialità, sull’autostima e sulla nutrizione, innescando spesso un “effetto domino” che danneggia i denti residui e la salute generale. La corretta masticazione, infatti, è strettamente collegata al sistema neurovegetativo e influenza cicli vitali essenziali come la digestione e la respirazione. Al contrario, la presenza di patologie come la parodontite o l’esposizione al fumo possono compromettere gravemente i tessuti gengivali, aumentando il rischio di infiammazioni croniche e altre patologie sistemiche».
Cosa si può fare per evitare di incorrere in queste allarmanti conseguenze?
«Come dicevano sempre i nostri nonni: “Meglio prevenire che curare!” La prevenzione rimane l’arma più efficace per mantenere la salute orale nel tempo. È fondamentale impostare programmi di igiene periodica e richiami personalizzati: per i fumatori, ad esempio, sono consigliati controlli più frequenti (ogni 4-6 mesi) per intercettare precocemente eventuali lesioni cariose o l’insorgenza della malattia parodontale. Un monitoraggio costante, che dovrebbe iniziare fin dalla tenera età, rappresenta il miglior investimento per una vita vissuta in piena salute. Ovviamente è necessario affidarsi a un medico odontoiatra esperto, che possa fare da “sentinella” anche dove la propria condizione dentale va a influire sulla salute generale, come indicato precedentemente».
Ma come si affronta la paura del dentista?
«Per molti pazienti, la paura del dentista resta l’ostacolo principale alle cure. Le cliniche più d’avanguardia affrontano questo problema attraverso la sedazione cosciente inalatoria e/o endovenosa, una tecnica che elimina l’ansia e potenzia l’effetto dell’anestesia, garantendo un intervento indolore, veloce e sereno. La paura del dentista scompare nel momento in cui ci si affida a un esperto che utilizza le ultime tecnologie esistenti per poter ridurre al minimo i tempi e l’invasività dell’intervento chirurgico».
Tecnologie e chirurgia computer-guidata.
«L’evoluzione tecnologica ha trasformato radicalmente l’implantologia. Grazie alla TAC dentale (TC Conebeam) e alla chirurgia computer-guidata, è possibile programmare l’inserimento degli impianti con estrema precisione e velocità, sfruttando anche le zone dove l’osso è più scarso. Nei casi di grave atrofia ossea, tecniche avanzate come l’implantologia zigomatica permettono di ancorare i denti fissi in sole 24 ore, restituendo il sorriso anche a chi pensava di non avere più speranze. La simulazione preventiva dell’operazione chirurgica su modelli fisici permettono una precisione millimetrica e una perfetta coordinazione del team. Questo approccio non si limita a minimizzare l’impatto chirurgico e i tempi necessari, ma, al tempo stesso, mira a una riabilitazione profonda che possa restituire al paziente la propria fiducia in sé stesso, permettendogli di tornare a relazionarsi con serenità grazie ad un sorriso sano, curato, e perfettamente funzionale».