Assolombarda

Un progetto per gli investimenti nella ricerca clinica

La regione ospita già il 43% delle sperimentazioni condotte in Italia: la spiegazione della vice presidente Nicoletta Luppi.

Un progetto per gli investimenti nella ricerca clinica

Sul territorio lombardo è ospitato già il 43% delle sperimentazioni condotte in Italia, ma in occasione della giornata internazionale dei trial clinici Assolombarda ha presentato dati e proposte di un progetto che si chiama RAIL e che ha l’obiettivo di rafforzare la competitività della regione più popolosa del paese nella ricerca clinica.

«Research Act and Innovation in Lombardy» è il significato del titolo del progetto (RAIL) presentato da Assolombarda mercoledì 20 maggio e stilato assieme alle principali società scientifiche italiane.

«La Lombardia ha tutto ciò che serve per essere la capitale europea della ricerca clinica: strutture di eccellenza, un ecosistema scientifico e industriale unico, investimenti crescenti. Ma i numeri ci dicono che non basta – ha spiegato Nicoletta Luppi (nella foto), vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences – Nel triennio 2022-2025, l’Italia ha arruolato circa 25.000 pazienti nei trial multinazionali, con l’attivazione di 1.100 studi clinici, 450 in meno della Spagna e 250 in meno di Francia e Germania. Quando i centri spagnoli iniziano ad arruolare i primi pazienti, noi siamo ancora alle prese con le procedure amministrative: una finestra di arruolamento mediamente più lunga di 35 giorni si traduce in una perdita stimata di 2,5 pazienti al giorno per studio. Non è una questione di qualità scientifica, è una questione di governance. Per questo, con il progetto RAIL, abbiamo scelto di lavorare concretamente su quattro priorità: avviare la contrattualistica in parallelo all’iter autorizzativo, estendere e chiarire l’applicabilità dei template contrattuali standard, rendere trasparenti e condivisibili i tariffari di riferimento dei centri, e investire nella formazione di figure professionali dedicate – soprattutto data e study manager – che oggi mancano e il cui deficit rallenta i processi anche di diversi mesi. La Lombardia può e deve diventare il benchmark europeo. Lo dobbiamo ai pazienti che attendono le cure del futuro, al nostro Sistema Sanitario che deve poter offrire le migliori terapie innovative – conclude Nicoletta Luppi – e alle imprese che vogliono investire in un sistema affidabile e prevedibile».