A dieci anni dal Piano Industria 4.0, il Piemonte accelera sulla trasformazione digitale: sei Pmi su dieci investono in modo significativo nelle tecnologie innovative, il 71% dispone di un responsabile IT (Information technology) e la formazione sulle competenze digitali supera la media nazionale. E’ quanto emerso durante l’evento «Piemonte digitale, la nuova rotta», promosso dal Digital Innovation Hub Piemonte e Valle d’Aosta (Dihp) al grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, insieme a Deloitte e Intesa Sanpaolo Innovation Center. Nel corso dell’incontro, la neo presidente del Dihp, Barbara Graffino, ha rilanciato il ruolo dell’hub alla vigilia della conclusione del piano Transizione 4.0. Dal 2017 il Dihp ha supportato 713 imprese piemontesi e valdostane, oltre cento solo nel 2025, accompagnandole nei percorsi di innovazione digitale.
«I fabbisogni delle imprese sono in continua evoluzione – ha spiegato Graffino – e il nostro obiettivo resta quello di essere una porta di accesso alle tecnologie digitali, ascoltando le esigenze del territorio e favorendo standard sempre più elevati».
Il sistema Confindustria regionale ha ribadito la centralità dell’innovazione per la competitività industriale. I presidenti di Confindustria Piemonte e Valle d’Aosta, Andrea Amalberto e Francesco Turcato, hanno sottolineato come il digitale rappresenti oggi una leva indispensabile per sostenere investimenti e crescita in uno scenario geopolitico complesso. Secondo Viviana Bacigalupo, l’innovazione è ormai «una leva fondamentale di trasformazione e crescita» e richiede sempre più sinergie tra imprese, università, istituzioni e centri di ricerca. Durante i lavori sono intervenuti anche esperti di Deloitte, Intesa Sanpaolo e del Politecnico di Torino, con approfondimenti dedicati all’intelligenza artificiale e alla formazione universitaria. Il Dihp ha inoltre illustrato il proprio modello operativo, articolato in tre fasi: diffusione della cultura digitale, assessment tecnologico e matchmaking con partner qualificati. Attraverso il Digital Readiness Assessment, le imprese ricevono una roadmap per pianificare investimenti in ambiti come cloud, cybersecurity, AI e gestione dei dati.I dati raccolti dal 2017 mostrano però anche ritardi ancora diffusi: il 70% delle aziende presenta carenze nella cybersicurezza, il 55% non dispone di un sistema Crm e il 45% non utilizza il cloud. Un quinto delle imprese, inoltre, opera ancora con software gestionali obsoleti o assenti.
«Torino ha investito molto sull’innovazione, ma ora bisogna lavorare di più insieme», ha aggiunto Graffino, sottolineando il rischio di perdere talenti e competenze senza un rafforzamento degli investimenti tecnologici. «Molte aziende non comprendono ancora come il digitale possa migliorare concretamente il business. Per questo punteremo soprattutto su intelligenza artificiale e cybersicurezza».
La mattinata si è conclusa con le testimonianze di cinque aziende protagoniste di percorsi di trasformazione digitale (Ciadit con il responsabile tecnico, Nicolò Vitillo; per Eurofork l’infomation technology manager Walter Chialva; Market Service con il ceo Luca Ordazzo; Orange Pix con il ceo Michele Tolu; Tecnolab del Lago Maggiore con il ceo Michele Setaro) e con l’intervento finale di Marco Nocivelli, vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche Industriali e al Made in Italy.