Bilancio

A Torino il Salone del libro si è chiuso con 254mila visitatori

Numeri record e vendite in aumento.

A Torino il Salone del libro si è chiuso con 254mila visitatori

Cinque giorni con 254mila persone che hanno incontrato ospiti da tutto il mondo e case editrici, oltre 1.000 spazi espositivi, 36 sale incontro e 8 laboratori, il 40% degli appuntamenti in calendario sold out, circa 132mila visitatori e visitatrici hanno partecipato agli incontri organizzati nelle sale, oltre 1.100 appuntamenti sul territorio in quasi 400 spazi con il Salone Off.

Nell’anno de Il mondo salvato dai ragazzini, i giovani sono stati ancora più protagonisti: la partecipazione delle scuole ha raggiunto 34.500 presenze tra studenti e accompagnatori, con un aumento del 25% rispetto alla precedente edizione. Per la prima volta l’affluenza del giovedì ha superato le 40mila presenze, quella del venerdì le 50mila e quella del sabato le 70mila. La seconda edizione del Romance Pop Up, ma la prima con un biglietto dedicato e due giorni di appuntamenti, ha accolto 6.500 lettrici (e qualche lettore). Sono questi alcuni dei numeri del Salone del libro di Torino appena concluso.

Dal 2024 l’aumento delle prenotazioni correlato all’aumento degli abbonamenti che sono cresciuti del 66%, dimostra come stia cambiando la fruizione del Salone, che diventa sempre più partecipata e ripetuta nei giorni. Il 62% dei visitatori del salone arriva da fuori Torino e il 51% arriva da fuori Piemonte. I visitatori e le visitatrici arrivano da tutte le regioni d’Italia e le più rappresentate sono il Piemonte (49%), la Lombardia (16%), l’Emilia Romagna (5%), la Toscana e la Liguria (4%). Le province più rappresentate al Salone oltre alla provincia di Torino sono quelle di Milano, Cuneo, Roma, Genova.

Bilancio positivo e in netta crescita per gli editori presenti a questa edizione. Tra le case editrici che hanno riscontrato un ottimo risultato, anche rispetto al 2025: il gruppo Mondadori chiude con un +10%, e i titoli più venduti sono stati «Il tempo del la la la» di Luciana Littizzetto, «Cesare, la conquista dell’eternità» di Alberto Angela e «Arkansas» di Chiara Tagliaferri per Mondadori. I libri più venduti dalla casa editrice Einaudi, sono stati quelli di Niccolò Ammaniti, Vasco Brondi e Concita De Gregorio, e inoltre ha riscontrato un grande successo il libro di Elsa Morante, «Il mondo salvato dai ragazzini». Il gruppo Feltrinelli con un +20% ha tra i titoli più venduti quello di Maurizio De Giovanni, «Il tempo dell’orologiaio». Neri Pozza riscontra un +50%, ha registrato il sold out con l’incontro Abraham Verghese e Benedetta Parodi e il titolo più venduto con «L’amuleto» di Michael Mcdowell. Aboca ha registrato un aumento del 30% e gli eventi di Aboca hanno registrato tutti il tutto esaurito con circa 5mila partecipanti. Il titolo più venduto è stato «Non siamo gli unici» di Giorgio Volpi. «Maikan» di Michel Jean di Marcos y Marcos è andato esaurito due volte. Tlon aumenta le vendite del 20% e SUR del 60%, con il titolo più venduto Vivi e morti di Zadie Smith, che ha tenuto la lezione inaugurale del Salone.

Si conclude un nuovo capitolo per il Salone del Libro, per il terzo anno sotto la direzione di Annalena Benini, una manifestazione dedicata ad aprire nuovi temi e prospettive per lettrici e lettori di ogni età. La programmazione delle sezioni, che quest’anno sono diventate nove grazie all’aggiunta della sezione Il mondo salvato dai ragazzini, è stata largamente apprezzata dal pubblico per la grande varietà delle proposte e dei contenuti e per la guida dei curatori e delle curatrici: Teresa Cremisi, Francesco Costa, Erin Doom, Matteo Lancini, Luciana Littizzetto, Melania G. Mazzucco, Francesco Piccolo, Alessandro Piperno, Veronica Frosi, Lorenzo Riggio, Francesca Tassini, Sebastian Tanzi e Gloria Napolitano.

La letteratura catalana sarà ospite d’onore al Salone del Libro 2027 (dal 13 al 17 maggio) e il Lazio Regione ospite d’onore.

«La vera forza di questo Salone del Libro è stata la capacità di fare sistema – ha commentato l’assessore alla Cultura della Regione Pimeonte, Marina Chiarelli – La sinergia costruita tra istituzioni, operatori culturali, editori, territori, partner e tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte ha dimostrato che quando il lavoro viene fatto bene e insieme i risultati arrivano. E’ questa la differenza che il Piemonte ha voluto dimostrare».