Continua la strada per il raggiungimento degli obiettivi ambientali in termini di qualità e quantità dei corpi idrici superficiali. A fare un aggiornamento della situazione è la quarta indagine dell’Ispra sullo stato di salute delle acque, pubblicato nelle scorse settimane dall’istituto di ricerca e protezione dell’ambiente, che mette in rete le agenzie regionali. Le regioni del Nordovest sono inserite nel distretto idrografico del Po, per quanto riguarda Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, assieme all’Emilia Romagna e parte del Veneto. La Liguria invece è nel distretto idrografico dell’Appennino settentrionale, assieme alla Toscana.
Lo stato ecologico dei nostri fiumi e laghi
L’acido aminometilfosfonico (un prodotto di degradazione del glifosato, l’erbicida più potente – e tossico – in circolazione) è uno dei quattro principali inquinanti specifici che si trovano in gran quantità nei fiumi e nei laghi del Nordovest, secondo una ricerca di Ispra che riguarda proprio lo stato di salute delle acque superficiali nel nostro Paese. Le regioni del Nordovest sono inserite nel distretto idrografico del bacino del Po, e secondo l’analisi degli esperti Ispra è presente in 312 corpi idrici superficiali del distretto, in misure considerate inferiori al buono. I corpi idrici su tutto il territorio nazionale che corrispondono a questa classificazione sono 768. Gli altri inquinanti specifici presenti in maggior quantità nelle nostre acque superficiali sono i pesticidi (in 214 fiumi o laghi trovati in quantità preoccupanti, in tutta Italia sono 281), il glifosato, che si trova (oltre al prodotto della sua degradazione anche per intero) in 109 corpi idrici superficiali in quantità importanti (sono 359 i corpi idrici in Italia in cui compare), e il metolachlor, un altro erbicida usato per controllare le graminacee e le infestanti, presente in 89 corpi idrici nel distretto del Po (in tutta Italia sono 140 i corpi idrici in cui è stato trovato).
Lo stato chimico dei nostri fiumi e laghi
L’analisi dei tecnici ha rilevato anche come nelle nostre regioni sia buono lo stato chimico dei nostri fiumi, ma con margini di miglioramento soprattutto nelle aree di pianura. Le mappe mostrano un concentramento di mercurio (69 corpi idrici superficiali nel distretto), di benzo(a)pirene, veicolato dal PM10, (44 corpi idrici superficiali nel distretto), di piombo e i suoi composti (17 corpi idrici superficiali), Acido perfluoroottansolfonico, prodotto usato nelle schiume antincendio, tra il resto (presente in 92 corpi idrici superficiali), e di nickel e i suoi derivati (79 corpi idrici superficiali del distretto).
Corpi idrici superficiali, categorie e frequenze
La categoria di corpi idrici più rilevante sul territorio nazionale, in termini di numerosità, è quella dei fiumi, che rappresenta l’89% del totale generale dei dati; pertanto, la qualità dei fiumi ha un impatto notevole sulla classificazione generale dei corpi idrici. Nello specifico il 78% dei fiumi è classificato in stato chimico buono, e contribuisce in modo significativo al totale dei corpi idrici in buono stato (circa il 75%); lo stesso per le percentuali di stato non buono e sconosciuto che sono contenute e in linea con i dati complessivi per tutte le categorie di acque.
Per quanto riguarda i laghi, questi rappresentano una quota limitata (4%) dei corpi idrici totali e una buona maggioranza di questi (69%) si trova in stato buono.
Le acque di transizione sono la categoria di acque con numerosità inferiore (2%) e che tuttavia evidenziano le criticità maggiori, con il 67% di corpi idrici in stato non buono (contro il 15,8% di media generale).
Obiettivi di qualità ambientale per lo stato chimico
Nel 2021 il 75% dei corpi idrici superficiali in Italia aveva raggiunto gli standard previsti dalle normative internazionali in materia. A loro si aggiunge un 10% di corpi idrici per i quali è previsto il raggiungimento dell’obiettivo entro il 2027.
«Per lo stato chimico – così spiegano i tecnici dell’Ispra – sono state richieste deroghe per obiettivi meno rigorosi per un numero molto basso di corpi idrici (solo 28 corpi idrici su un totale di 7.763) tali che la percentuale è approssimata allo 0%. Quindi, la quasi totalità dei corpi idrici che raggiungeranno l’obiettivo ambientale al 2027, sarà rappresentata da corpi idrici in buono stato chimico. Inoltre, per un 4% di corpi idrici lo stato chimico è sconosciuto e non sono state indicate esenzioni ma è comunque previsto il raggiungimento dell’obiettivo ambientale nel 2027. Come per lo stato ecologico, questa percentuale va aggiunta allo 85% di cui sopra, arrivando così ad un totale di 89% di corpi idrici che al 2027 raggiungeranno l’obiettivo ambientale».