Fonti rinnovabili e rispetto ambientale

Il Consiglio lombardo approva la legge sulle aree idonee per le fonti rinnovabili

Sviluppo delle fonti rinnovabili promosso limitando il consumo di suolo.

Il Consiglio lombardo approva la legge sulle aree idonee per le fonti rinnovabili

Bilanciare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la salvaguardia del paesaggio, limitando il consumo di suolo agricolo, e semplificando le procedure. Questo l’obiettivo del progetto di legge sulle Aree Idonee approvato dal Consiglio regionale.

Con questa legge si vogliono valorizzare le specificità territoriali lombarde consentendo in Lombardia l’installazione nelle “aree idonee” di impianti da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere, nel rispetto delle tutele ambientali, paesaggistiche, culturali e agricole, un obiettivo di 8,766 GW di potenza installata entro il 2030, come previsto dalla normativa nazionale.
Vengono inoltre garantiti un monitoraggio costante, la trasparenza e il bilanciamento tra energia e tutela del territorio, salvaguardando le funzioni agroalimentari e paesaggistiche della Lombardia. In particolare, si stima che gli effetti della legge sulle aree agricole comportino l’utilizzo di circa 7.750 ettari, a fronte di una Superficie Agricola Utile complessiva pari a circa 970.000 ettari (con un’incidenza quindi dello 0,8%).

Il testo, di iniziativa della Giunta regionale, è stato al centro di un articolato confronto in Commissione Ambiente, che ha visto numerose audizioni con soggetti istituzionali lombardi (Arpa Lombardia, Comuni e Province, Città metropolitana di Milano) e realtà ambientaliste ed esperti.

I commenti

«Dopo vari confronti con le Regioni del Bacino padano, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, e con una forte collaborazione anche con i due Ministeri competenti, Ambiente ed Agricoltura, sono state recepite le istanze che provenivano dalla Lombardia, arrivando alla definizione di un testo condiviso», ha spiegato Massimo Sertori, assessore regionale a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche.

«Il confronto istituzionale – ha aggiunto Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste – è servito proprio a evitare un’applicazione troppo rigida delle norme europee. Esse avrebbe potuto compromettere fino a 20.000 ettari di suolo fertile, concentrati soprattutto nelle aree di pianura, cuore della nostra produzione agroalimentare».

«Questo provvedimento – ha concluso l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione – si integra coerentemente nel percorso di decarbonizzazione già delineato dalla nostra legge sul clima, trasformando l’impegno verso l’energia pulita in un’occasione di rigenerazione per l’intera regione».

Il consigliere Matteo Piloni ha motivato il voto di astensione del Pd in quanto

«pur sostenendo che la necessità di adottare il provvedimento in tempi brevi è evidente, il testo approvato oggi in Aula ha punti manchevoli, sia dal punto di vista della tutela ambientale sia perché c’è il rischio che alcune aree siano molto più sacrificate di altre, senza peraltro avere una vera incentivazione all’installazione degli impianti su suolo già compromesso».

Mentre insoddisfazione per le tutele ambientali è stata dichiarata da Paola Pollini (M5Stelle) che ha annunciato il voto contrario del gruppo pentastellato.

Le rinnovabili in Italia

Secondo i dati di Rinnovabili nel 2025 la generazione elettrica da fanti rinnovabili in Italia ha raggiunto complessivamente i 127.978 GWh, rappresentando il 47,7% della produzione totale netta nazionale e soddisfacendo il 41,1% della richiesta complessiva di energia elettrica in Italia. Il fotovoltaico si è confermato il principale motore della crescita rinnovabile, con un incremento di 6.437 MW, raggiungendo i 44.290 GWh (+25,1%) e contribuendo per il 34,6% alla generazione elettrica totale da rinnovabili, ovvero il 14,2% della domanda nazionale totale. Le regioni che hanno guidato la nuova capacità fotovoltaica nel 2025 sono la Sicilia, che da sola ha aggiunto ben 925 MW, seguita dal Lazio (+726 MW) e dalla Lombardia (+615 MW).

Per quanto riguarda la legislazione regionale, la Sardegna è stata la prima regione in Italia a dotarsi di una legge per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile, ma la norma è stata impugnata dal Governo, censurata dalla Corte costituzionale e modificata con la legge nel 2025. Hanno già leggi approvate Abruzzo, Umbria, Valle d’Aosta e il Friuli Venezia-Giulia, mentre Piemonte, Puglia ed Emilia-Romagna sono al lavoro sulla materia.