Il rapporto congiunto tra Assonime e Openpolis

Pnrr e occupazione nel rapporto di Assonime e Openpolis: nel Nordovest oltre il 46% degli interventi risulta fermo tra aggiudicazione ed esecuzione

Qui si concentrano distretti industriali avanzati, grandi poli logistici e manifatturieri, università, centri di ricerca e una domanda crescente di competenze tecniche specializzate.

Pnrr e occupazione nel rapporto di Assonime e Openpolis: nel Nordovest oltre il 46% degli interventi risulta fermo tra aggiudicazione ed esecuzione

Nel Nordovest il Pnrr si gioca una partita decisiva non solo sul piano infrastrutturale, ma soprattutto su quello dell’occupazione, della formazione e della tenuta sociale. Qui si concentrano distretti industriali avanzati, grandi poli logistici e manifatturieri, università, centri di ricerca e una domanda crescente di competenze tecniche specializzate. Proprio per questo, le misure del Piano dedicate al lavoro, agli Its e ai servizi educativi assumono nel Nordovest un valore cruciale. Il rapporto «Pnrr Watch» di Assonime e Openpolis evidenzia però un quadro fatto di luci e ombre. Da un lato, il Programma Gol ha restituito centralità ai Centri per l’impiego e ampliato il numero di utenti coinvolti nelle politiche attive. Dall’altro, persistono difficoltà nel trasformare la presa in carico dei lavoratori fragili in occupazione stabile e qualificata. Una criticità che nel Nordovest pesa particolarmente: qui il mercato del lavoro continua a richiedere figure tecniche e professionali altamente specializzate, mentre molte imprese denunciano carenza di competenze adeguate. Il nodo degli Its è emblematico. Il sistema degli Istituti tecnologici superiori dovrebbe rappresentare il ponte tra formazione e industria, soprattutto in territori come la Lombardia e il Piemonte, dove automotive, meccatronica, aerospazio, logistica e transizione digitale stanno ridefinendo il tessuto produttivo. Eppure, nonostante gli 1,5 miliardi previsti dal Pnrr, l’avanzamento dei progetti resta lento e la spesa effettiva ancora molto contenuta; un quarto dell’offerta è comunque concentrato negli Its Academy della Lombardia. Oltre il 46% degli interventi risulta fermo tra aggiudicazione ed esecuzione. Una situazione che rischia di rallentare proprio quella trasformazione industriale di cui il Nordovest avrebbe maggiore bisogno per mantenere competitività a livello europeo. Anche sul fronte dei servizi educativi emergono ritardi significativi. Gli investimenti destinati ad asili nido, scuole dell’infanzia e mense scolastiche dovrebbero favorire soprattutto l’occupazione femminile e la conciliazione tra lavoro e vita privata. Nel Nordovest, dove il tasso di occupazione femminile è mediamente più alto rispetto ad altre aree del Paese ma ancora distante dagli standard europei, queste misure potrebbero avere un impatto importante. Tuttavia, l’aumento dei costi delle materie prime, i rallentamenti amministrativi e le difficoltà di rendicontazione stanno frenando numerosi progetti.
In Liguria e Piemonte, a esempio, molti comuni di dimensioni medio-piccole stanno incontrando difficoltà operative nel rispettare le scadenze del 2026. Il problema più ampio, sottolinea il rapporto, riguarda però la governance complessiva del Piano. Mancano dati aggiornati e accessibili: le piattaforme informatiche restano frammentate e il monitoraggio appare ancora parziale. Una criticità che nel Nordovest rischia di tradursi in una gestione disomogenea delle opportunità: grandi città e territori industriali più strutturati riescono ad avanzare con maggiore velocità, mentre aree periferiche o amministrazioni meno attrezzate faticano a tenere il passo. Il rischio concreto è che il Pnrr, nato anche per ridurre i divari territoriali e sociali, finisca per accentuarli. Nel Nordovest questo significa vedere crescere ulteriormente la distanza tra metropoli attrattive come Milano o Torino e territori già fragili, dalle aree interne liguri fino a parte delle province industriali in riconversione. Eppure, proprio il Nordovest potrebbe diventare il laboratorio più avanzato per misurare l’efficacia reale del Piano ma la scadenza si avvicina.