Il consiglio

Infiammazioni, stress ossidativo e dolore cronico: NRF2, l’antincendio cellulare

Parola al naturopata Marco Raurati e alla chimica Sabrina Lazzati.

Infiammazioni, stress ossidativo e dolore cronico: NRF2, l’antincendio cellulare

di Micol Baronio

Per anni il dolore cronico è stato considerato semplicemente un sintomo da controllare. Oggi invece la ricerca guarda sempre più in profondità, fino ai meccanismi cellulari che regolano infiammazione, stress ossidativo e capacità dell’organismo di ripararsi. Al centro di questo interesse scientifico c’è NRF2, sigla di Nuclear Factor Erythroid 2-Related Factor 2, un fattore di trascrizione presente all’interno delle cellule e coinvolto nella regolazione della risposta antiossidante e antinfiammatoria dell’organismo. A parlarne sono Marco Raurati, naturopata esperto di medicina complementare e la dottoressa Sabrina Lazzati, chimica specializzata in nutrizione cellulare e nei processi biologici legati allo stress ossidativo.
NRF2 viene descritto come una sorta di “interruttore biologico” capace di attivare i sistemi di difesa cellulare. In condizioni normali rimane inattivo nel citoplasma della cellula. Quando però aumentano radicali liberi, tossine, infiammazione o stress ossidativo, NRF2 viene liberato e migra nel nucleo cellulare, dove attiva geni coinvolti nella produzione di enzimi antiossidanti e protettivi. Tra questi il glutatione, la superossido dismutasi e altri sistemi fondamentali per contrastare il danno ossidativo e modulare l’infiammazione.
Secondo la dottoressa Lazzati, il problema è che questo sistema tende a funzionare sempre meno. Stress continuo, alimentazione ricca di zuccheri e cibi raffinati, alterazione del ritmo circadiano, sonno insufficiente, tossine ambientali e stati infiammatori persistenti mantengono sempre attivo NF-kB, il fattore che accende l’infiammazione, lasciando invece “spento” NRF2. Il risultato è un organismo che resta in uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Una condizione spesso silenziosa ma associata a sintomi molto diffusi: brain fog, dolori articolari e muscolari, neuroinfiammazione, stanchezza persistente, insonnia, sensibilità cutanea, acufeni, rigidità e riattivazioni virali.
Secondo Raurati, molti virus erpetici sembrerebbero poi interferire proprio con NRF2, contribuendo a mantenere attivo il processo infiammatorio cellulare. Per questo oggi si studiano sostanze naturali in grado di sostenere fisiologicamente questo fattore di trascrizione. Tra le più citate c’è l’apigenina, una molecola presente in piante come camomilla, tarassaco e attaccaveste, studiata per la sua capacità di stimolare NRF2 e favorire i processi antiossidanti.
Un aspetto interessante riguarda il legame tra NRF2 e ritmo circadiano. L’attivazione di questo sistema sembrerebbe collegata alla fase notturna e ai processi di rigenerazione cellulare che avvengono durante il sonno profondo. Ed è proprio durante il sonno che il cervello attiva i propri meccanismi di “pulizia”, eliminando tossine metaboliche e riducendo lo stress neuroinfiammatorio. Non a caso molte persone con infiammazione cronica riferiscono sonno frammentato, difficoltà a recuperare energie e sensazione di risveglio non ristoratore. Secondo gli esperti, però, NRF2 non rappresenta una soluzione miracolosa. L’attivazione di questo sistema deve inserirsi in una strategia più ampia che comprende alimentazione corretta, riduzione dello stress, movimento, equilibrio metabolico e rispetto dei ritmi biologici. L’obiettivo non è semplicemente spegnere il dolore, ma aiutare il corpo a recuperare la propria capacità naturale di modulare l’infiammazione e ritrovare equilibrio cellulare.