Lo studio

La luce come alleato per contrastare le aritmie cardiache in uno studio di Milano e Harvard

L’efficacia di questo approccio è stata dimostrata in modelli avanzati di tessuto cardiaco umano ingegnerizzato, derivati da cellule staminali, in cui sono state riprodotte in vitro aritmie da rientro: la stimolazione luminosa, in presenza della molecola, è in grado di interromperle.

La luce come alleato per contrastare le aritmie cardiache in uno studio di Milano e Harvard

Utilizzare la luce per arrestare le aritmie cardiache è il risultato ottenuto da un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, coordinato da Francesco Lodola, professore di Fisiologia del dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’ateneo milanese, e dalla ricercatrice Chiara Florindi (in collaborazione con Università di Harvard, Istituto Italiano di Tecnologia e Politecnico di Milano). Il team ha sviluppato e validato una strategia basata sull’uso della luce per modulare l’attività elettrica delle cellule cardiache, utilizzando Ziapin2, una piccola molecola fotosensibile sviluppata dal Politecnico di Milano e caratterizzata dall’Istituto Italiano di Tecnologia, capace di inserirsi nella membrana cellulare e modificarne le proprietà elettriche quando illuminata. L’efficacia di questo approccio è stata dimostrata in modelli avanzati di tessuto cardiaco umano ingegnerizzato, derivati da cellule staminali, in cui sono state riprodotte in vitro aritmie da rientro: la stimolazione luminosa, in presenza della molecola, è in grado di interromperle.