Gite fuori porta

Il parco Campo dei Fiori è ricco di storia

Campo dei Fiori è un massiccio montuoso delle Alpi che si trova nella sezione delle Prealpi Luganesi, a nord della città di Varese; il massiccio è tutelato, appunto, dal Parco regionale Campo dei Fiori.

Il parco Campo dei Fiori è ricco di storia

Il territorio del Parco Regionale Campo dei Fiori ha un ricco patrimonio culturale, storico e artistico: le possibilità sono numerose e ne indichiamo qualcuna.

Campo dei Fiori è un massiccio montuoso delle Alpi che si trova nella sezione delle Prealpi Luganesi, a nord della città di Varese; il massiccio è tutelato, appunto, dal Parco regionale Campo dei Fiori.

La Badia di Ganna

Tra i luoghi di culto che meritano di essere visitati c’è la Badia di Ganna (sulla via Francigena): nata solo come cappella nel XI secolo, divenne presto un monastero benedettino di grande importanza religiosa e sociale, con un piccolo chiostro pentagonale risalente al XIII-XIV secolo capace di accogliere i pellegrini che passavano per la Valganna.

I borghi rurali

Brinzio e Castello Cabiaglio sono borghi rurali di antichissime origini che conservano intatto il loro fascino discreto: il secondo diede i natali al pittore Giovan Battista Ronchelli (1715-1788) e nella parrocchiale di San Appiano si possono ammirare i suoi affreschi.

Casa museo Pogliaghi

Da visitare anche la casa museo Pogliaghi, situata in una caratteristica villa di stile eclettico, dotata di un ampio giardino all’italiana disseminato di lapidi e statue, che affianca, sulla sinistra, il tratto finale della “Via Sacra”. All’interno di questa villa, che fu la dimora dell’artista milanese Lodovico Pogliaghi (1857-1950), la Sala del Tesoro con esposti gli oggetti tra i più vari e disparati: dal Presepe Napoletano con statue lignee di Madonne del ‘400-‘500 ai reperti archeologici, unitamente a un telamone dell’XI secolo e a opere di Gianbologna e Bernini. Nella Sala Rosa spiccano le specchiere di Murano del XVIII secolo oltre ad antichi mobili e ceramiche. La Stanza dello Scià riproduce, in modello, un grande ambiente a suo tempo progettato dallo stesso Pogliaghi per la residenza dello Scià di Persia; in questo luogo sono inoltre conservati sarcofagi dell’antico Egitto di grande pregio. Nel locale adibito a studio sono raccolte alcune opere del Pogliaghi tra cui un gesso riproducente a grandezza naturale la Porta Centrale del Duomo di Milano, da lui stesso realizzata nel 1908. Si accede infine alla “Esedra dei Marmi Antichi”, con la statua acefala di Dioniso e varie testimonianze etrusche, greche e romane.

La Cittadella di Scienze della Natura

Sulla sommità della Cima Paradiso, sul piazzale Belvedere, si affaccia l’ingresso della Cittadella di Scienze della Natura: il complesso è gestito da volontari ed è aperto tutto l’anno a visitatori e scolaresche; comprende l’Osservatorio astronomico popolare G. V. Schiaparelli”, il Centro Geofisico Prealpino con le Stazioni Meteorologiche e l’Osservatorio Sismologico, il Parco “L. e M. Zambeletti”, il Giardino Botanico “R. Tommaselli” per la conservazione della flora delle Prealpi Lombarde oltre al Centro Studi Botanici Lombardia e la Serra Fredda (che fungono da supporto tecnico e scientifico al Giardino). Si organizzano anche visite per scoprire il fascino del cielo notturno.

Il Civico Museo Insubrico di Storia Naturale

Di grande interesse scientifico-culturale è il Civico Museo Insubrico di Storia Naturale, aperto nel 1976 per iniziativa del “Gruppo Naturalistico della Valceresio”: è ospitato nella sede municipale di piazza San Giovanni XXIII e dispone di centinaia di pezzi, frutto di ritrovamenti e donazioni. Cinque le sezioni: mineralogia; paleontologia, con esposizione di tavole esplicative e pannelli didattici accanto ai reperti; botanica; zoologia e micologia. Oltre ai numerosi minerali e ai fossili in esposizione, va segnalata la presenza di uno scheletro di Ursus speleaus ritrovato nel territorio del massiccio del Campo dei Fiori.

La miniera Valvassera

Nel Parco è presente anche una miniera ma è bene non avventurarsi da soli al suo interno: è la miniera Valvassera nella valle anticamente denominata Valle Vassera, nome derivante dalla voce celtica “vasser” che significa “acqua”. La valle appare caratterizzata dalla presenza dominante di affioramenti di rocce magmatiche quali i porfidi rosso-bruni e rare porfiriti formanti, qua e là, roccioni rossastri dall’aspetto simile a torri diroccate di un antico castello; da qui, probabilmente, deriva l’attuale denominazione di Valle Castellera. Durante il processo di raffreddamento e di solidificazione del magma, si formarono filoni mineralizzati contenenti barite, fluorite e soprattutto galena argentifera la cui estrazione e lavorazione permetteva la produzione di piombo e argento; inoltre, essa veniva utilizzata in varie applicazioni nei settori radiotelegrafico e radiotelefonico e nel campo della preparazione di vernici per terrecotte. Lo sfruttamento della miniera ebbe inizio per opera dei Celti e, poi, dei Romani che scavarono le prime gallerie superiori. In seguito, durante il Medioevo, essa venne pressoché abbandonata fino, circa, alla metà del XIX secolo quando varie imprese, succedutesi nella sua gestione sino a poco oltre il 1960, realizzarono il complesso minerario e gestirono, attraversando alterne vicende, l’attività estrattiva.

La «Scala nel Cielo» nel Parco del Campo dei Fiori a Varese è soprannominata «Piccolo Tibet lombardo». Si tratta di una spettacolare scalinata in roccia con ringhiera protettiva, adornata da bandiere di preghiera tibetane colorate. Offre un panorama mozzafiato su Varese, i laghi e il Sacro Monte. Arrivando da Varese la maggior parte degli escursionisti parte dall’Osteria Irma e dal parcheggio esistente; mantenendo a sinistra il locale si dovrà poi superare una sbarra in metallo e raggiungere l’ex colonia alpina dell’ingegnere Siro Magnaghi, una grande villa edificata negli anni 20, studiata per la villeggiatura dei milanesi che frequentavano la zona, poi usata come luogo d’accoglienza per ragazzi con difficoltà. La camminata prosegue fino ad arrivare al Grande Hotel del Campo dei Fiori. Da qui, mantenendo la sinistra, una scalinata porta alla stazione della ex funicolare. Proseguendo si passerà davanti a un’abitazione privata che conduce a un sentiero con un cartello che annuncia la presenza di una palestra di roccia. Ed ecco gli scalini per salire.