L'inchiesta sulle dichiarazioni dei redditi

I redditi crescono, in Lombardia i più ricchi d’Italia

Il focus sulle dichiarazioni dei redditi del 2025 restituiscono un quadro chiarissimo.

I redditi crescono, in Lombardia i più ricchi d’Italia

Una cosa è certa: i redditi di lombardi, piemontesi e liguri nel 2024 sono cresciuti rispetto all’anno precedente. Ma un po’ meno rispetto alle altre aree del Paese.

Nei giorni scorsi il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi 2025 relativi al 2024 e la prima cosa che balza all’occhio è il segno più che indica la crescita dei redditi nelle regioni del Nordovest (ma, come detto, anche in tutte le altre regioni italiane con diverse che hanno fatto nettamente meglio, soprattutto al Sud). Il reddito medio di chi ha presentato la dichiarazione è cresciuto di quasi il 4% che è il valore medio nazionale: in Lombardia è salito da 29.120 a 30.200 euro (+3,7%), in Piemonte da 26.290 a 27.320 euro (+3,9%) e in Liguria da 25.770 a 26.760 euro (+3,8%).

I dati generali

Ma andiamo con ordine. Ricordiamo, innanzitutto, che ci riferiamo ai redditi del 2024, quando il Pil era cresciuto del 2,8% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali, l’indice nazionale dei prezzi al consumo era aumentato dell’1% (rispetto al 5,7% del 2023) e gli occupati si erano incrementati dell’1,5%.  I contribuenti sono stati oltre 42,8 milioni, in aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente, in particolare nelle classi di reddito al di sopra dei 26.000 euro. Il reddito complessivo ammonta a 1.076,3 miliardi di euro (+4,7% rispetto al 2023), per un valore medio di 25.820 euro (+4,0% rispetto all’anno prima) e oltre 34,1 milioni di contribuenti (il 79,6% del totale) dichiarano un’imposta netta pari a 197,4 miliardi di euro (+3,9% rispetto al 2023) per un valore pro capite di 5.790 euro. Detto che le tipologie di reddito maggiormente dichiarate, sia in termini di ammontare che di frequenza, sono quelle relative al lavoro dipendente (54,4% del reddito complessivo e 56,4% del totale contribuenti) e al reddito da pensione (30,2% del reddito complessivo e 33,9% del totale contribuenti), ecco che balza sempre all’occhio un altro dato sottolineato anche dalla Relazione del Ministero delle Finanze:

«Oltre 8,7 milioni di soggetti dichiarano un’imposta netta pari a zero, si tratta di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle fasce di esonero dagli obblighi dichiarativi, di contribuenti le cui detrazioni azzerano l’imposta lorda, oppure di soggetti che dichiarano unicamente redditi soggetti a tassazione sostitutiva. Prendendo in considerazione anche i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal trattamento integrativo e bonus tredicesima, i soggetti che di fatto non versano Irpef sono oltre 11,3 milioni».

Chi guadagna di più

Secondo il report delle Finanze, a fronte di un valore medio del reddito complessivo pari a 25.820 euro, il reddito medio più elevato è quello da lavoro autonomo, pari a 67.510 euro. Sia il reddito medio da pensione (pari a 22.390 euro, +5,3% sull’anno prima) sia quello da lavoro dipendente (pari a 24.250 euro, +4,1%) si collocano al di sotto della media, rispettivamente del 13,3% e del 6,1%.
Il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 28.550 euro.

Le classi di reddito e i rispettivi contributi

Tra quelli che pagano, la distribuzione dell’imposta per classi di reddito evidenzia che i contribuenti con redditi fino a 35.000 euro (il 76,6% del totale) dichiarano il 34,9% dell’imposta netta totale, mentre il restante 65,1% è dichiarato dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro (il 23,4% del totale contribuenti).

«In particolare – spiegano al Dipartimento delle Finanze – il 32,1% dell’imposta è dichiarata nella classe “da 35.000 a 70.000” euro. I soggetti con imposta netta valorizzata e un reddito complessivo maggiore di 300.000 euro (0,2% dei contribuenti) dichiarano il 6,6% dell’imposta netta totale (nel 2023 era il 7,1%).

I numeri del Nordovest

L’analisi del Dipartimento delle Finanze evidenzia, innanzitutto, il persistere di una distanza significativa tra il reddito medio delle regioni centro-settentrionali e quello delle regioni meridionali e delle isole. Infatti, la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (30.200 euro), seguita dal Trentino Alto Adige (28.553 euro, con la provincia di Bolzano che raggiunge 29.850 euro), mentre la Calabria è la regione con il reddito medio più basso (19.020 euro), preceduta da Molise e Puglia che si fermano rispettivamente a 20.460 e 20.470 euro.

Entrando nell’analisi di chi dichiara redditi delle nostre regioni, scopriamo che i contribuenti globali lombardi sono 7.607.245 e dichiarano un reddito complessivo di 223,8 miliardi di euro, quelli piemontesi sono 3.251.516 e dichiarano un reddito complessivo di 86,6 miliardi di euro, mentre quelli liguri sono 1.203.121 e dichiarano un reddito complessivo di 31,3 miliardi di euro.

Togliamoci, infine, la curiosità di capire quanti sono i “paperoni” del Nordovest, quelli che nel 2025 hanno dichiarato oltre 300mila euro all’anno. In Piemonte ci sono stati 4.433 soggetti che hanno dichiarato al Fisco redditi complessivi di 2.530.248.776: significa una media di quasi 571mila euro. In Lombardia erano ben 20.547, quasi 4 volte di più, e hanno dichiarato al Fisco redditi complessivi pari a 12.893.923.200 per una media di oltre 630mila euro. Infine, in Liguria, i “paperoni” sono stati 1.673 con 944.578.332 redditi dichiarati per la bellezza di 564.600 euro ciascuno.

 

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