Osservatorio Cerved

Crisi d’impresa, aumentano le procedure concorsuali gravi

Il focus su Lombardia e Piemonte.

Crisi d’impresa, aumentano le procedure concorsuali gravi

Immagine di apertura creata con intelligenza artificiale.

Lombardia e Piemonte spiccano per motivi opposti nell’ultimo rapporto dell’agenzia di informazioni commerciali e rating Cerved sulle crisi di impresa. Le due aree del Nordovest infatti sono opposte per numero di procedimenti unitari riguardanti le crisi di impresa. Per procedimenti unitari si intendono i meccanismi processuali nei tribunali collegiali, che contengono tutti gli strumenti per favorire le composizioni negoziate della crisi, secondo il nuovo codice della crisi d’impresa e d’insolvenza. In Piemonte – come in due terzi delle regioni italiane – nel 2025 le crisi d’impresa hanno visto un aumento del 22,2% (+204 rispetto all’anno precedente), mente in Lombardia i procedimenti aperti sono stati il 4,5% in meno rispetto all’anno precedente. Il dato lombardo è in controtendenza solamente nel dettaglio locale però: applicandolo al sistema Italia emerge come i 472 aperti nel corso dell’anno sono stati il 16,4% del totale nazionale. Le imprese liguri se la passano decisamente meglio: nel 2025 i procedimenti aperti sono stati 28 (e la Valle d’Aosta è la regione con meno problemi in assoluto: nel 2025 solo 1 procedimento è stato aperto).

La situazione è tutt’altro che rosea

Secondo l’osservatorio di Cerved nel quarto trimestre del 2025 le procedure concorsuali gravi nel nostro paese sono aumentate del 10,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si parla di 10.171 casi in totale contro 9.196:

«Dati – spiegano dalla tech company – che fotografano una situazione di crescente difficoltà per il sistema imprenditoriale italiano, in particolare per le aziende con meno di 10 anni e nei settori Costruzioni (+22,5%), Elettromeccanica (+35,2%), Prodotti Intermedi (+23,8%), Carburanti, Energia, Gas e Utility (+26,3%). E l’aumento non riguarda solo le procedure concorsuali gravi, ma tutti gli strumenti di composizione delle crisi introdotti nel 2022 dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza ad eccezione delle liquidazioni in bonis».

Lo strumento più usato è quello dei concordati preventivi

Secondo l’analisi dell’osservatorio dedicato, alla fine del 2025 nel nostro Paese è stato quello dei concordati preventivi lo strumento cautelare protettivo che ha subito il maggior incremento. Rispetto allo stesso periodo del 2024 infatti ha registrato un aumento del 65,1%. Anche gli accordi di ristrutturazione dei debiti hanno fatto registrare un deciso boom, con il 42,9% su base annua è un dato che si fa notare e racconta molto dello stato di salute delle imprese italiane.

Il settore delle Costruzioni quello più critico

Nel 2025 il settore economico d’impresa con più difficoltà è quello delle Costruzioni. Con 2.109 fallimenti nel corso dei 12 mesi (+22,5% rispetto al 2024) è quello che sta vivendo la situazione peggiore. Ai fallimenti si aggiungono 268 procedure concorsuali (+25,2% rispetto al 2024). Seguono i settori Elettromeccanica (+35,2%), Prodotti Intermedi (+23,8%), Carburanti, Energia, Gas e Utility (+26,3%), Informazione, Comunicazione e Intrattenimenti (+22,5%), Logistica e Trasporti (+11,9%).