Gite fuori porta nel Nordovest

A Grosio in Alta Valtellina per cercare le origini dell’umanità

Sulla Rupe Magna incise figure umane e di animali, simboli solari, scene di vita Ma l’Alta Valtellina riserva al visitatore anche ville, castelli ed enogastronomia.

A Grosio in Alta Valtellina per cercare le origini dell’umanità

Grosio è un affascinante borgo in Alta Valtellina, tra Tirano e Bormio. Le radici di Grosio risalgono all’età del Bronzo, lo si capisce dalla presenza della Rupe Magna, una delle più grandi superfici incise dell’intero arco alpino. Le incisioni, più di 5mila, furono realizzate dalle popolazioni locali tra il Neolitico e l’età del Ferro, raffigurando figure antropomorfe, animali, simboli solari e scene di vita quotidiana.

Nel corso del Medioevo, Grosio divenne un centro strategico, grazie alla sua posizione di controllo sulla Val Grosina e sulla strada dello Stelvio. Fu sotto il dominio dei vescovi di Como, poi passò ai Visconti di Milano, che fecero edificare il Castello Nuovo come presidio militare e simbolo di potere. Durante il Seicento, molti grosini emigrarono verso Venezia in cerca di fortuna e di questo si trova traccia nell’architettura del paese.

Durante la visita, non può mancare una tappa ai castelli. Quello di San Faustino è il più antico: edificato tra il X e l’XI secolo per volere del vescovo di Como, noto anche come Castello Vecchio, sorge sull’estremità meridionale del dosso. Tra i resti conservati spicca il campaniletto romanico, restaurato nella parte superiore alla fine dell’Ottocento, adiacente a una piccola cappella che custodisce due sepolcri medievali scavati nella roccia. Scavi archeologici hanno ipotizzato la presenza di un oratorio risalente al VII-VIII secolo d.C., antecedente alla costruzione del castello.

Il Castello Nuovo è stato costruito tra il 1350 e il 1370 per volere dei Visconti di Milano. Il Castello Nuovo, o Castello Visconteo-Venosta, rappresenta un esempio significativo di architettura militare medievale in Valtellina. Progettato per rispondere a esigenze strategiche, presenta una doppia cortina di mura merlate e un imponente dongione centrale. Scavi archeologici hanno rivelato la presenza di strutture risalenti all’età del Bronzo e del Ferro, testimonianza di un insediamento protostorico. ​ L’accesso è gratuito e il percorso per raggiungere i due castelli è adatto a tutti.​

Interessante e ricca di storia anche Villa Visconti Venosta, antica dimora estiva dell’omonima famiglia nobiliare. Oggi ospita un museo e la biblioteca civica, offrendo ai visitatori un viaggio attraverso secoli di storia, arte e cultura valtellinese.​ Il museo custodisce una ricca collezione di mobili d’epoca, ceramiche, dipinti e oggetti raccolti nel corso dei secoli dalla famiglia Visconti Venosta. diversi i pezzi significativi:​ la poltrona appartenuta a Camillo Benso Conte di Cavour, amico del Marchese Emilio Visconti Venosta; un volume di proverbi francesi annotato da Alessandro Manzoni; due ante d’altare dipinte da Cipriano Valorsa, provenienti dalla chiesa di San Abbondio a Semogo.​ Spesso vengono organizzati eventi e visite particolari.

La villa è circondata da un ampio parco di 17 mila mq, realizzato per volere del marchese Emilio. Il giardino, delimitato da una siepe di biancospino e da un’alta cinta muraria, ospita alberi secolari e offre un luogo ideale per passeggiate e momenti di relax.​

E per restare immersi nella natura, si può approfittare della posizione di Grosio: punto di partenza per escursioni nella Val Grosina, tra alpeggi e laghetti alpini. Ogni agosto ospita il Valgrosina Trail, gara di corsa in montagna tra i sentieri della valle.​

Per la pausa “golosa”, il territorio offre numerose specialità come pizzoccheri valtellinesi, bresaola Igp, Bitto e Valtellina Casera Dop, «manfrigole alla grosina» cioè: crespelle rustiche al grano saraceno ripiene di formaggio e condite con burro fuso, nate proprio qui. Anche da portare a casa, la Pestèda di Grosio: miscela di spezie tipica locale, perfetta per insaporire carni e primi.