La rubrica di viaggi di Stefano Ribaldi

Alla scoperta del maestoso complesso barocco della Reggia di Venaria

Alla scoperta del maestoso complesso barocco della Reggia di Venaria

di Stefano Ribaldi*

Tra il XVI e il XVIII secolo la dinastia sabauda volle circondarsi di un sistema di residenze progettate e realizzate dai più importanti architetti dell’epoca.

A Torino i Palazzi dovevano rappresentare il teatro della vita di corte e la testimonianza della loro autorità, mentre le Ville sulle vicine colline e nelle campagne piemontesi i luoghi dello svago e del piacere.

Si diede così origine a quella che venne chiamata la “Corona delle Delizie”, sontuose residenze a memoria della magnificenza di Casa Savoia.

La Reggia di Venarìa maestoso complesso barocco, nacque come residenza di caccia e di eudemonia, un grandioso complesso alle porte della capitale del Regno: 80mila metri quadri di edificio monumentale della Reggia, 60 ettari di Giardini, il seicentesco Centro Storico di Venaria, 3mila ettari recintati del Parco della Mandria, un  vero capolavoro d’architettura e paesaggio.

L’edificio monumentale vanta alcuni capolavori del barocco come l’incantevole  Sala di Diana  progettata da Amedeo di Castellamonte, la solennità della  Galleria Grande  e della  Cappella di Sant’Uberto  con l’immenso complesso delle  Scuderie Juvarriane, opere settecentesche di Filippo Juvarra, la spettacolare  Fontana del Cervo  nella Corte d’onore.

I giardini della reggia erano completamente spariti trasformati dai soldati di Napoleone in piazza d’armi. Rimasero i disegni d’epoca, che mostravano lo splendido giardino alla francese diviso in tre terrazze collegate con scenografiche scalinate.

Solo di recente la Venarìa Reale ha visto rinascere la sua ambientazione naturale, grazie ai lavori di restauro che hanno riconsegnato prima di tutto il complesso della Fontana d’Ercole Colosso, realizzato nel 1669: una straordinaria “macchina scenografica barocca”, frutto del dialogo tra natura e composizione umana.

Questo luogo delle feste, simbolo del giardino tardo-manierista, era stato pensato da  Amedeo di Castellamonte come una delle grandi meraviglie della nuova Reggia. Ideato e realizzato per il piacere e impostato su un raffinato gioco di rimandi allegorici e allusioni mitologiche, dando lustro alla dinastia sabauda, di cui incarnava il desiderio di rivaleggiare con le più grandi corti delle monarchie europee.

All’interno della Reggia le stanze offrono il grandioso “percorso cerimoniale” che caratterizzava il Palazzo settecentesco, riproposto senza soluzione di continuità, permettendo al visitatore di muoversi liberamente nei grandi spazi e di ammirarne le fantastiche prospettive.  Oltre 500 opere, alcuni veri capolavori, tra dipinti, sculture, arazzi, mobili, lampadari, tappeti, bandiere, argenti, tabacchiere, orologi e strumenti musicali evocano con l’arredo il tempo perduto e ricreano le antiche atmosfere di corte e il gusto dei secoli Sei e Settecento.

Il percorso dedicato alla Reggia è attualmente introdotto dal suggestivo allestimento sulla vita di corte  dal titolo Ripopolare la Reggia, di Peter Greenaway. Questa installazione virtuale rappresenta la cornice ideale per comprendere lo splendore originario dell’opera permettendo al visitatore di immergersi nella realtà di quei secoli apprezzando l’esperienza di  un Teatro di Storia e Magnificenza.