Raggiunta la piena operatività del collegamento autostradale tra Asti e Cuneo con l’apertura al traffico, il 20 aprile, di due corsie per senso di marcia fra Cherasco e lo svincolo di Alba ovest (Roddi e sono stati dimezzati i tempi di esecuzione rispetto al cronoprogramma originario. Presente anche il ministro Matteo Salvini:
«Questo è molto più di un collegamento – ha commentato -: è il simbolo di un Piemonte che non si rassegna, che investe su sé stesso e che torna a essere protagonista nei collegamenti nazionali ed europei. E’ un’opera che unisce territori, sostiene le imprese, dà nuove opportunità ai giovani e rende più sicuri e vivibili i nostri centri».
I due capoluoghi sono ora uniti da un’arteria moderna di circa 90 km, di cui 70 costituiti dalla A33 Asti-Cuneo, che assicura un innesto rapido alle direttrici A21 Torino-Piacenza-Brescia e A6 Torino-Savona. La realizzazione dell’opera, che collega 33 Comuni e interseca due province, è il risultato non solo di un imponente sforzo produttivo che ha visto impegnati, nel corso degli anni, oltre 1.200 operatori, 15 aziende e 130 fornitori, ma anche di un innovativo schema di finanziamento approvato dall’Unione Europea, che ha consentito il completamento dei lavori superando lo stallo amministrativo in cui il progetto era caduto da diversi anni.
Con il completamento dell’opera entra in funzione anche il sistema Free Flow, che permette il pagamento del pedaggio senza soste né rallentamenti alle barriere e il pagamento del pedaggio partirà dal 4 maggio.
«Non abbiamo inaugurato semplicemente un tratto autostradale – ha commentato l’assessore della Regione Piemonte, Marco Gabusi – abbiamo chiuso una ferita aperta, dimostrando che, quando le istituzioni lavorano con determinazione e visione, anche le opere più complesse possono diventare realtà. In questi anni non sono mancati ostacoli, rallentamenti, passaggi difficili tra autorizzazioni, revisioni e confronti ma non abbiamo mai arretrato. Abbiamo continuato a crederci, a portare avanti ogni tavolo tecnico, ogni riunione, ogni interlocuzione necessaria, con un unico obiettivo: restituire a questo territorio un’infrastruttura che merita. La A33 Asti-Cuneo è molto più di un collegamento: è il simbolo di un Piemonte che non si rassegna, che investe su sé stesso e che torna a essere protagonista nei collegamenti nazionali ed europei. È un’opera che unisce territori, sostiene le imprese, dà nuove opportunità ai giovani e rende più sicuri e vivibili i nostri centri. Da astigiano, questo risultato ha per me un valore ancora più profondo. So cosa ha significato per anni vivere un’incompiuta, e so cosa rappresenta oggi poter dire che quel percorso è finalmente completo. Ora chi percorrerà questa autostrada non vedrà solo asfalto: vedrà un pezzo di futuro che, insieme, siamo riusciti a costruire».
«Il nostro ringraziamento va anche ai cittadini che in questi anni hanno avuto tanta tanta pazienza, e noi cercheremo di ripagare questa pazienza con il nostro impegno per tutte le sfide che questo territorio ha davanti» ha concluso il presidente Alberto Cirio.