L'indagine

Catastrofi naturali: in pericolo 41 milioni di edifici

La regione Lombardia è quella che ha il maggior numero di beni a rischio in caso di catastrofe naturale. E, tra le province, Milano è tra quelle messe meno bene.

Catastrofi naturali: in pericolo 41 milioni di edifici

La regione Lombardia è quella che ha il maggior numero di beni a rischio in caso di catastrofe naturale. E, tra le province, Milano è tra quelle messe meno bene.

A dirlo è la prima mappa sull’impatto economico delle catastrofi naturali (terremoti, alluvioni e tempeste convettive) in Italia presentata nei giorni scorsi a Roma: in 12 anni hanno generato costi per oltre 100 miliardi di euro. Al Natural Risk Forum, promosso da Unipol, è stato illustrato il Natural Risk Index (NRI), un indicatore originale che fornisce una misura sintetica e comparabile dei rischi catastrofali a livello regionale. L’analisi è partita dalla mappatura del patrimonio immobiliare italiano esposto agli eventi catastrofali concentrandosi su tre macrosettori: imprese (attività produttive e commerciali); abitazioni (patrimonio residenziale) ed edifici pubblici. In Italia sono 41 milioni le unità immobiliari potenzialmente esposte (con un valore di ricostruzione complessivo di 14.400 miliardi di euro); le regioni con il NRI più elevato sono, come detto, la Lombardia, ma anche l’Emilia-Romagna e il Veneto, mentre tra le province con il maggior numero di beni esposti figurano, oltre a Milano, Roma e Napoli.

Un ulteriore elemento emerso dall’analisi riguarda il Protection Gap ovvero la percentuale di costi che, in caso di evento catastrofale, non risulta coperta da assicurazione. Oggi pari al 79%: ogni 100 di potenziali danni, solo 21 sono coperti da assicurazione. Liguria e Lombardia sono al di sotto di questa media.

«I rischi naturali non possono essere eliminati – si legge nell’analisi – ma possono essere compresi, misurati e gestiti. Il NRI va esattamente in questa direzione: trasformare dati complessi in conoscenza utile per le Istituzioni, che possono orientare politiche di prevenzione e mitigazione; per i territori, che possono acquisire maggiore consapevolezza delle proprie fragilità e priorità; per il mercato assicurativo, che può sviluppare soluzioni più coerenti con il rischio reale».

«Il Natural Risk Index vuole essere un contributo importante per migliorare il modo in cui leggiamo e affrontiamo il rischio catastrofale nel nostro Paese – commenta Enrico San Pietro, Group Insurance general manager di Unipol – E’ evidente l’urgenza di adottare un approccio sistemico e integrato, fondato su una riduzione strutturale del rischio nelle aree più vulnerabili attraverso una maggiore diffusione delle coperture assicurative, lo sviluppo di politiche di prevenzione e adattamento basate su dati e analisi avanzate e il potenziamento della resilienza finanziaria e operativa del sistema economico».

«Comprendere a fondo le vulnerabilità del territorio e tradurre questa conoscenza in azioni concrete di prevenzione, mitigazione e adattamento è oggi una priorità non più rinviabile – conclude Luigi Ferrara, capo dipartimento Casa Italia, Presidenza del Consiglio dei Ministri – di fronte a fenomeni destinati a incidere sempre più sul futuro dell’Italia».