Un operaio nel Nord del Paese guadagna 31.998 euro lordi all’anno. E’ uno dei risultati pubblicati da Confindustria Genova in collaborazione con l’Unione Industriali di Torino, contenuti nella prima edizione del report sull’indagine retributiva relativa al 2025 nei distretti aziendali di un territorio vasto che comprende, oltre al Nord Italia, anche alcune zone della Toscana, dell’Emilia e delle Marche. Nel dettaglio del personale operaio però ci sono dei fortissimi scostamenti: fra le aree aziendali rispetto alla media si va dal -12% al +21%. Sempre per il personale operaio, l’indagine salariale riporta come i lavoratori abbiano in media un’anzianità di 12,8 anni, un’età di 44,8 anni e un livello di istruzione decisamente inferiore alla media. La correlazione positiva è tra l’età e l’anzianità di servizio, che permette di avere salari più elevati in età più giovane.
«Ciò testimonia l’importanza, in sede di definizione della retribuzione per le posizioni da operaio, dell’esperienza sul campo: un lavoratore con un’anzianità di oltre 10 anni arriva a guadagnare anche il 12,5% in più di un collega meno esperto – specificano gli autori dell’indagine – Per quanto riguarda grado e tipologia di formazione, gli operai con formazione professionale hanno una retribuzione sopra la media di circa il 2%».
La componente femminile della platea di operai è del 14%:
«Le donne con qualifica di operaie si caratterizzano per un’anzianità professionale e un’età media più alta, mentre presentano un grado di scolarità analogo a quello dei colleghi maschi. Il differenziale salariale tra maschi e femmine si attesta intorno all’11,2%».
Per il personale impiegatizio, invece, l’indagine riporta come la retribuzione lorda si attesti su una media di 41.251 euro. Gli scostamenti sono decisamente inferiori rispetto a quelli dei salari: si parla di una forbice che va dal -7,7% al +10%, e la cosa dipende dalle aree aziendali:
«Le retribuzioni più elevate – si legge nel report – si riferiscono agli occupati nell’ambito sicurezza, salute e ambiente e nella ricerca e sviluppo, mentre quelli più bassi riguardano il servizio clienti».
L’indagine è stata condotta su un gruppo di impiegati con un’anzianità media di 10 anni, un’età di 43,6 anni e un livello di istruzione medio alto (un diploma nel 52% dei casi e con formazione terziaria nel 39%). Il titolo di studio è positivamente associato con retribuzioni più elevate, con un picco del 6,7% in più rispetto alla media per chi ha una formazione professionale.
«Le competenze richieste per molte delle posizioni ricoperte dal personale impiegatizio sono specialistiche e in continua evoluzione. L’alto grado di preparazione di base necessario è, sempre più spesso, associato all’aggiornamento continuo. Il personale femminile tra gli impiegati rappresenta circa il 40% delle osservazioni raccolte. Non si riscontrano particolari differenze, rispetto al personale maschile, per quanto riguarda l’età media. Le impiegate donne sono mediamente più scolarizzate rispetto agli impiegati maschi, ma percepiscono un salario inferiore a quello medio, con un differenziale salariale di circa il 13,3%».
Complessivamente la ricerca è stata condotta su una platea di 1.700 aziende, con oltre 330.000 dipendenti.