di Vassiliki Tziveli*
Viviamo in un tempo che sembra avere paura del vuoto. Ogni momento libero viene riempito da notifiche, schermi, impegni continui, stimoli incessanti. La noia è diventata qualcosa da evitare, quasi un fastidio da eliminare il più rapidamente possibile.
Ma se provassimo a cambiare prospettiva? E se la noia non fosse un problema, ma un messaggio che non stiamo ascoltando?
In realtà, quel vuoto che tanto temiamo non è affatto vuoto, è uno spazio sospeso, fertile, in cui qualcosa dentro di noi prova a emergere. È un momento in cui la mente rallenta e lascia spazio a domande più profonde: Di cosa ho davvero bisogno? Cosa sto evitando? Cosa mi manca?
Ogni volta che riempiamo automaticamente questo spazio, prendendo il telefono, accendendo uno schermo, cercando distrazioni, perdiamo un’occasione preziosa: quella di entrare in contatto con noi stessi. La noia, in questo senso, non è assenza, ma presenza.
Questo è ancora più vero per gli adolescenti. In una fase della vita in cui l’identità è in costruzione, il silenzio e il tempo “non strutturato” diventano fondamentali. È proprio in questi spazi che nascono intuizioni, desideri autentici, parti di sé che chiedono di essere riconosciute. Se ogni vuoto viene colmato dall’esterno, il rischio è che quel contatto interno si indebolisca fino a perdersi.
Non tutto ciò che è scomodo va evitato e alcune sensazioni, come la noia, possono essere allenate, attraversate, comprese. Non si tratta di subirle, ma di imparare a starci dentro e di trasformarle in uno spazio di ascolto. Allenare questa capacità significa sviluppare consapevolezza, imparare a restare anche quando non succede nulla di apparente e significa educare alla presenza, in un mondo che spinge costantemente alla distrazione.
La domanda allora cambia: Sappiamo ancora stare senza riempire? Sappiamo tollerare il silenzio senza cercare subito qualcosa che lo copra? Recuperare il valore della noia non significa rinunciare all’azione, ma restituire equilibrio, riconoscere che non tutto deve essere produttivo, immediato, pieno e che esistono spazi in cui non accade nulla fuori, ma accade moltissimo dentro.
La noia non è un vuoto da combattere ma uno spazio da abitare, perché è proprio lì, nel rallentamento e nel silenzio, che possiamo ritrovare la nostra voce più autentica.
*mental coach e giornalista