Immagine di copertina creata con Intelligenza artificiale.
Nei territori del Nordovest i redditi reali delle famiglie nel 2025 si sono attestati dell’1,8% più bassi di quelli del 2007, anno della crisi finanziaria globale. Nel 2007 il reddito medio delle famiglie nel Nordovest si attestava a 51.629 euro, nel 2025 era ancora fermo a 49.846 euro. Nonostante il dato negativo, la situazione è la migliore del Paese: è quello che emerge da un report dell’Istat sulle condizioni di vita dei cittadini pubblicato a inizio aprile. Secondo lo studio, infatti, la nostra ripartizione geografica è quella meno distante dalla situazione pre-crisi. La media nazionale è del 4,9% in meno rispetto al 2007: la contrazione è più marcata nel Centro (-9,3%) e nel Mezzogiorno (-6,9%). Nel Nordest è di poco peggiore della nostra (-2,5%).
«Nel 2024 – precisano dall’Istat – il reddito medio annuo delle famiglie (39.501 euro) cresce, rispetto al 2023, sia in termini nominali (+5,3%) sia in termini reali (+4,1%), crescita che si associa alla riduzione della disuguaglianza nella distribuzione: l’ammontare di reddito percepito dal 20% delle famiglie con i redditi più elevati è 5,1 volte quello percepito dal 20% delle famiglie con i redditi più bassi (5,5 del 2023)».
Diminuiscono le famiglie esposte al rischio di povertà a livello nazionale, il Nordovest è in controtendenza
Nonostante non si sia ancora recuperata la situazione del 2007, le ultime rilevazioni dell’istituto di statistica sono comunque positive: diminuisce, infatti, il rischio di povertà delle famiglie italiane. Nel 2025 la popolazione esposta ad almeno uno dei tre fattori di rischio (povertà, grave deprivazione sociale o materiale oppure ancora bassa intensità di lavoro) è scesa al 22,6% del totale. Nella rilevazione precedente la quota era del 23,1%. Nel dettaglio locale la musica però cambia: nel Nordovest le famiglie a rischio povertà o esclusione sociale erano il 13,9% nel 2024, e nel 2025 sono diventate il 14,3%. Anche i singoli capitoli d’indagine sono poco lusinghieri: tra le nostre regioni solo la Lombardia non se la passa male nel confronto tra il 2024 e il 2025. Se nel 2024 il rischio di povertà ed esclusione sociale riguardava il 14,1% delle famiglie campionate, nel 2025 il dato scende al 12,5%. Piemonte e Liguria vedono questo trend in deciso aumento anche nel confronto tra il 2024 e il 2025.
Il dettaglio dei capitoli d’indagine
A livello nazionale è possibile fare alcuni distinguo per capitoli d’indagine. Gli autori della rilevazione, infatti, specificano come «rispetto all’anno precedente, la quota di individui a rischio di povertà rimane stabile (18,6% rispetto a 18,9%), diminuisce quella di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (8,2% e 9,2%) e aumenta leggermente la quota di coloro che si trovano in condizione di grave deprivazione materiale e sociale (5,2% e 4,6%)».