La ricerca

Al Nord la maggioranza dei comuni anti evasione

L’indice della riscossione-entrate quasi al 100% e dunque maggiore liquidità per i servizi dedicati ai cittadini. La classifica del Centro di ricerca enti pubblici.

Al Nord la maggioranza dei comuni anti evasione

Uno dei pilastri della performance di un’Amministrazione locale è la sua capacità di riscossione delle entrate perché se il Comune sarà in grado di farlo, avrà anche i soldi da spendere per i servizi dedicati ai cittadini.

Il Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici mappa ogni anno la performance complessiva delle Amministrazioni Pubbliche, tra cui i Comuni capoluogo di provincia, attraverso la raccolta e l’analisi dei dati che quelle stesse hanno l’obbligo normativo di pubblicare sui rispettivi siti web istituzionali. Ciò consente di individuare punti di forza e di debolezza del singolo Ente, e intervenire per il suo rafforzamento. Non una materia, quindi, per soli tecnici.

Se l’indicatore relativo alla riscossione delle entrate (per esempio Tari, Imu, oneri di urbanizzazione, sanzioni) è pari al 100% significa che l’Ente ha incassato nello stesso anno tutto quanto aveva accertato come entrata, segnale di una macchina amministrativa che funziona bene sul piano della gestione finanziaria. Un valore basso dell’indicatore, invece, indica la presenza di una criticità nella performance del Comune, in quanto implica che le somme non riscosse si trascinino nel bilancio dell’anno seguente come residui attivi, cioè crediti che l’Ente ha sulla carta, ma non in cassa. E questo non deve essere visto come un tecnicismo, perché l’effetto è molto semplice per il cittadino: il suo Comune potrebbe non avere liquidità sufficiente per sostenere le spese legate, ad esempio, all’erogazione di uno o più servizi. Due le buone notizie, analizzando i dati 2024: i Comuni italiani riescono a incassare mediamente tra il 72% e il 75% delle somme accertate, indipendentemente dalle loro dimensioni e inoltre si registra un miglioramento diffuso rispetto al 2023, con il valore medio della capacità di riscossione che cresce tra i 2 e i 4 punti percentuali e questo significa maggiore liquidità. La dinamica osservata nel 2024 sembra suggerire, dunque, non una semplice stabilità della “macchina” della riscossione, ma un rafforzamento strutturale che incide direttamente sulla sostenibilità finanziaria degli Enti.

Nel complesso, si nota un’evidente prevalenza dei Comuni del Nord Italia, che figurano nelle prime posizioni in quasi tutti i cluster demografici; il Veneto, in particolare, si distingue come la Regione più presente tra i migliori risultati, ma anche la Lombardia mostra performance elevate, con diversi Comuni di medie dimensioni (Crema, Romano di Lombardia, Suzzara) che raggiungono livelli di riscossione superiori al 90%. Tra i piccoli Comuni, spiccano Valsolda (Lombardia) e Summonte (Campania), entrambi con valori prossimi al 99%, a dimostrazione che anche Enti di ridotte dimensioni possono raggiungere risultati estremamente positivi. In Piemonte si distingue Viguzzolo (in provincia di Alessandria) con un indice del 97,8%.

Unica criticità, 16 Comuni del Piemonte non hanno fornito i dati così come 6 della Liguria e 3 della Lombardia. Eppure il legislatore ha approvato, nel 2013, il cosiddetto «decreto trasparenza» cioè la pubblicazione obbligatoria di dati riguardanti la macchina amministrativa finalizzata, infatti, «a consentire il monitoraggio diffuso allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche».