di Renato Pagani
La crisi internazionale e le tensioni sui prezzi di gas e petrolio sono entrate anche nell’agenda dei giovani under 35? Sembrerebbe di sì, considerato che pongono il tema dell’indipendenza energetica come una della priorità del nostro Paese. Per la Gen Z e i Millenials è la quarta priorità in termini assoluti.
Dietro il nodo del “lavoro e dei salari”, il “costo della vita e la casa” e la “salute”, i giovani under 35 pongono proprio la capacità dell’Italia di gestire il proprio fabbisogno senza dipendere da fornitori esterni o importazioni. Addirittura, per i ragazzi residenti nel Nordovest del nostro Paese è la terza questione più importante da affrontare nell’immediato.
Lo rivela una recente ricerca di mercato condotta, all’indomani del referendum sulla giustizia, da SEC Newgate Italia, multinazionale che si occupa di comunicazione, advocacy e ricerche, fondata a Milano nel 1989. La ricerca in particolare ha svelato un quadro inedito delle nuove generazioni, spesso dipinte come apatiche, iperconnesse e consumiste. L’indagine, infatti, ha rivelato come i nostri ragazzi siano arrivati al voto informati e consapevoli. Il 68% di loro è andato a votare perché è “un dovere civico” e “l’unico modo per contare qualcosa” e il 14% per dare un segnale politico: «Volevo esprimere un giudizio sull’operato del Governo o di membri del Governo, a prescindere dal tema tecnico».
Giovani che per questo referendum si sono informati attraverso i social (61%), ma non solo quelli.
Il 57% si è anche affidato ai «media tradizionali e siti di informazione» per conoscere e approfondire il tema della giustizia in vista del voto; il 21% ha utilizzato anche i podcast. Una sorpresa rispetto al cliché che vuole i giovani «dipendenti» dai social. Al di là dell’esito referendario, i giovani under 35 ritengono urgente intervenire sul sistema della giustizia per migliorarlo e renderlo più efficiente (l’87% degli intervistati). Ma rispetto ad altre priorità del Paese la Riforma della Giustizia si colloca all’ultimo posto di una scala che vede in alto lavoro e salari, 84%; costo della casa e caro affitti, 74%; salute (sia fisica che mentale), 40%. Quest’ultima è la terza priorità per tutta la GenZ e Millenial del Paese tranne che nel Nord Ovest, dove i giovani sotto i 35 anni di età hanno messo sul “podio” delle priorità l’indipendenza energetica col 44,5% delle risposte. La percezione della transizione energetica tra le nuove generazioni ha subito una metamorfosi profonda. Se fino al 2021 la scelta era dettata da un’istanza soprattutto etica, il 2022 ha segnato il passaggio a una visione pragmatica e geopolitica. Gli under 35 hanno maturato la consapevolezza che l’indipendenza energetica è uno scudo che può proteggere il proprio future economico e la stabilità sociale dai “ricatti o i deliri” di fornitori autoritari.